Sicurezza
Palazzo Boyl, un tesoro patria dei balordi
Carlo Venturini
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Sopra una parete interna in fase di restauro A fianco palazzo Boyl sul lungarno MediceoRestauro in corso, ma tra gli affreschi medievali lasciano sporco e siringhe
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PISA. Il cantiere di uno dei palazzi più belli della città è diventato un luogo di degrado e di atti di vandalismo. Stiamo parlando delle impalcature del seicentesco palazzo Boyl in lungarno Mediceo, davanti allo scalo Roncioni. L'edificio di ben 3000 m/q e dove verranno ricavati 20 appartamenti di lusso, è in ristrutturazione dal giugno del 2008 ma nel passaggio pedonale sotto i ponteggi, regnano escrementi, puzzo di urina, siringhe, stracci e bottiglie rotte cosa questa che costringe i residenti dei palazzi vicini ad evitare il cantiere ed a passare in mezzo alla strada. Alcuni balordi poi, usano le impalcature del cantiere per andare a sfondare le finestre del palazzo ed una volta rotte possono entrare nel palazzo per bivaccarci. «Sono io il primo a dolermi di questa situazione - dice l'architetto Ernesto Muscatello, responsabile del recupero dell'immobile - visto che la situazione è del tutto incresciosa e si ripete da mesi». Muscatello ci racconta che meno di due mesi fa è stato trinciato il telone artistico che riproduceva la facciata affrescata del palazzo. «Questi balordi per salire sulle impalcature hanno tagliato le corde che assicuravano questo bellissimo telone che poi è stato spazzato via dal vento». Il telone aveva un valore di oltre 20mila euro e visto che il cantiere si affaccia nella parte centrale di uno dei lungarni pisani più belli, Muscatello aveva pensato di impreziosire le impalcature con un telone microforato. Negli ultimi mesi, gli operai che lavorano al palazzo hanno dovuto chiamare la polizia ben quattro volte perché la mattina ci trovavano sempre persone a dormirci dentro. I lavori al palazzo di proprietà della ditta Tognozzi di Firenze sono fermi già da un po' ma ripartiranno a fine estate anche perché il recupero degli ambienti è lento e costoso. «Abbiamo riportato alla luce delle pitture di epoca medievale e delle travi istoriate risalenti sempre al medioevo - dice Muscatello - cosa questa di eccezionale valore storico ed artistico». In quasi ogni ambiente dell'imponente immobile ci sono cicli pittorici ed affreschi da recuperare appartenenti sia ad epoca medievale che rinascimentale fino a quelli più recenti del settecento. «Anche la facciata presenta delle pitture a graffite di stupefacente bellezza e cercheremo ovviamente di recuperarle tutte»: conclude sul punto Muscatello a cui si deve ad esempio, il bellissimo recupero dello storico Hotel Victoria sul lungarno Pacinotti. Già due settimane fa avevano denunciato il degrado di un altro cantiere e cioè quello della chiesa di San Paolo a Ripa d'Arno. «Pisa negli ultimi dieci anni sta vivendo trasformazioni e recuperi urbanistici paragonabili in Europa solo a quelli di Berlino - dice Muscatello - ma ci sono delle sacche di degrado sociale che rappresentato un vero e proprio problema di ordine pubblico e che possono seriamente pregiudicare la fruibilità serena e tranquilla dei recuperi e dei miglioramenti urbanistici della città».
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