La manifestazione
«Così truffano noi clandestini»
Candida Virgone
Sotto accusa una coppia che chiederebbe da 200 a 500 euro a nulla osta
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PISA. «Il permesso mi è costato 200 euro ma ancora non l'ho visto. La mia pratica l'ho seguita da solo e chi mi aveva promesso strade privilegiate, in discesa, per far prima, è sparito con i mei soldi. E io gliene ho dati solo duecento. C'è gente, africani come me, che invece ha pagato cinquecento euro e, ugualmente, non ha visto nulla. A ottobre scorso io ho raccontato quest'episodio alla polizia, insomma ho fatto una denuncia verbale, ma ancora non so nulla». A puntare l'indice contro una coppia pisana, che vive in provincia ma spazia e circola anche in città, è un giovane nordafricano, rimasto scottato dall'esperienza. Si tratta di due trentenni, un uomo e una donna, che prometterebbero uno snellimento della richiesta di soggiorno millantando amicizie e parentele in questura e in prefettura. «Dicono di aver parenti in tutti gli uffici - racconta il giovane di colore, un trentenne che fa il domestico presso una famiglia - e con questo ti intortano e praticamente ti truffano. A reclutare persone da porgergli su un piatto d'argento ci pensano dei nostri connazionali stessi. Anche questi ci assicurano che questi due italiani penseranno a tutto e invece non pensano a niente. Mi hanno avvicinato chiedendomi cinquecento euro, alla fine ne abbiano contrattati duecento, poi l'uomo mi ha dato appuntamento davanti alla questura, ha preso i miei documenti ed è entrato dentro, ma poi è uscito a mani vuote dicendomi che ci volva tempo e alla fine è sparito. Ho cercato di ricontattarlo, ma non c'era niente da fare, finché altri connazionali non mi hanno detto che anche loro erano stati presi in giro da questo tipo. Ad un certo punto un mio amico mi ha detto che poteva presentarmi una persona che mi avrebbe risolto il problema, ma il numero di cellulare che dovevo chiamare era sempre lo stesso. Ho fatto chiamare da lui, gli abbiamo chiesto un appuntamento e a quel punto ho preteso indietro i miei soldi. Chi vuoi che ti creda - mi ha detto - io sono un italiano, tu un clandestino. Questo tipo addirittura ha portato gente alla posta per il famoso kit, ma fortunatamente l'impiegata allo sportello ha spiegato che quello che gli faceva fare, cioè presentarsi con un kit vuoto, non serviva a nulla e gli ha evitato di perdere soldi. Io vorrei che questa gente fosse fermata, perché anziché darmi una mano mi ha complicato ancora di più la situazione. Ed essendo ancora in attesa di documenti regolari devo anche stare zitto...».
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