Il Tirreno

Pisa

Il caso dei Cantieri di Pisa varca i confini toscani e approda a Firenze e al ministero delle attività produttive

Baglietto, Aurelia bloccata dai lavoratori

<strong>BAGLIETTO</strong> I lavoratori in corteo
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BAGLIETTO I lavoratori in corteo

Iniziative durante la Luminara mentre per la Cgil «la partita è ancora aperta»

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PISA. A Firenze in Regione, a Roma al ministero delle Attività produttive. Il caso dei Cantieri di Pisa (gruppo Baglietto) varca i confini toscani e non gioca più solo di sponda con le realtà liguri allo stesso modo coinvolte (Varazze e Spezia).  «La partita è aperta»: dice al megafono il segretario provinciale della Cgil, Gianfranco Francese, in piazza Mazzini, sotto gli uffici della Prefettura. Giornata di riflettori accesi su questa vicenda che fatica a trovare uno sbocco, quella di ieri. Cominciata con un corteo a metà mattinata sull'Aurelia, dove la protesta di un centinaio di lavoratori ha provocato lunghe file in direzione della città, ma senza momenti di tensione con gli automobilisti. Seconda tappa, poi, proprio sotto la Prefettura, con striscioni e volantini.  L'incontro con il prefetto, Antonio De Bonis, è servito per avere la garanzia dell'apertura di un tavolo congiunto con le prefetture di La Spezia e Savona. Soprattutto è stato preso l'impegno dalla stessa prefettura di contattare e sensibilizzare il ministero. «E questo è importante - specifica Francese - nell'ottica dell'ottenimento di una proroga di sei mesi della cassa integrazione straordinaria».  Questo per quanto riguarda il fronte romano. Intanto un appuntamento dal quale ci si attende molto è quello accordato per lunedì pomeriggio, a Firenze, dall'assessore regionale Gianfranco Simoncini. Ma si spinge anche sul livello locale. «È una fase decisiva, dobbiamo tenere sempre alto il livello di attenzione - aggiunge il segretario della Cgil -. Rilanciamo anche in questa circostanza la richiesta a Comune e Provincia di organizzare un consiglio congiunto nei cantieri e di farlo in tempi brevi».  Proprio le istituzioni, secondo le strategie, dovrebbero dare la spinta maggiore, all'interno del comitato di garanzia, per far riunire allo stesso tavolo il patron di Effebi-Overmarine, Giuseppe Balducci, il curatore fallimentare, Federico Galantini, ed i sindacati. Il rapporto complesso tra Balducci e Galantini è peraltro uno degli aspetti principali della vicenda. «Le motivazioni che sono state presentate - commenta Francese - non sembrano essere sufficienti per giustificare una rottura dopo tanti mesi di trattative». Balducci, nel frattempo, ha avviato la fase del contenzioso rispetto alle precedenti intese.  Nella serata di ieri i lavoratori dei Cantieri di Pisa erano riuniti per studiare iniziative di sensibilizzazione in occasione della Luminara, che porterà tanta gente sui lungarni.

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