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L'ottocento francese con novanta opere rivive al Lanfranchi
Daniela Salvestroni
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Un momento dellanteprima e una delle opere esposte 2 MINUTI DI LETTURA
PISA. Le incisioni di Renoir, Manet, Pissarro, Corot e altri importanti autori a Palazzo Lanfranchi fino al 20 novembre. Museo delle grafica, Comune e Università di Pisa, con il patrocinio dell'Istituto di cultura francese di Firenze, organizzano la mostra "Da Corot a Renoir, Incisioni francesi dell'ottocento". In totale circa novanta opere provenienti dalle collezioni del Museo della grafica e da un collezionista privato. In mostra anche due abiti di scena della Fondazione Cerratelli. Sono in programma visite guidate gratuite serali, concerti, conferenze e laboratori didattici. «E' una bella mostra sull'ottocento francese - dice l'assessore alla cultura Silvia Panichi - In un momento in cui l'arte rinnova la sua tradizione anche a contatto con la cultura giapponese e prende spunti da tecniche come l'incisione e la fotografia. Una mostra così ricca a Palazzo Lanfranchi serve ad aprire la città a note diverse, più europee». L'inaugurazione è stata organizzata, come è tradizione, per la Luminaria. Ad accogliere i visitatori è la "Femme nue couchée" di Pierre-Auguste Renoir, esposta nella prima sala. A seguire il percorso propone le sezioni dedicate alla natura e al paesaggio, agli scorci di Parigi, alle figure femminili ritratte anche mentre leggono il giornale, segno di grande modernità nell'ottocento. «La mostra - spiega il direttore del museo della grafica Alessandro Tosi - è dedicata a un momento della storia dell'incisione moderna, tra romanticismo e impressionismo, con le opere rappresentative di Corot, Delacroix, Daumier, Manet, Renoir, Toulouse Lautrec, Pissarro e altri autori meno conosciuti, ma importanti, come Meryon, Buhot e Helleu». Sono esposti "Souvenir de Toscane" di Jean-Baptiste Camille Corot, il grande iniziatore della pittura di paesaggio moderna, le incisioni dei fiori animati di Jean Grandville trasformati in figure femminili e quelle di satira politica di Honoré Daumier. Tre opere sono di Edouard Manet, che ha traghettato la pittura del seicento nel secondo ottocento, rendendo moderni i temi antichi come nell'acquaforte il "Ragazzo che soffia bolle di sapone". Alla mostra sono collegati incontri, spettacoli e dibattiti, anche in collaborazione con il Pisa Book Festival che quest'anno ha la Francia come paese ospite. Per l'inaugurazione è previsto un sipario musicale con un trio di flauti dell'orchestra dell'università di Pisa. Il museo della grafica è aperto al pubblico dal martedì al venerdì 10.30-14.30 e 16.30-18.30; sabato e domenica 10.30-18.30. Costo del biglietto 3 euro. Info: 050.2216066, email museodellagrafica@adm.unipi.it
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