Il Tirreno

Pisa

Regata delle Repubbliche, quei pasticci di Venezia

Daniele Benvenuti
Il conciliabolo dei sindaci dopo la regata delle Repubbliche marinare
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Il conciliabolo dei sindaci dopo la regata delle Repubbliche marinare

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PISA. L'edizione veneziana della regata delle Repubbliche marinare sarà ricordata come l'unica, nei quasi 60 anni di storia, a non aver avuto un vincitore. Ma anche per l'approssimazione degli organizzatori nel tracciare il percorso e l'incredibile attesa (quasi due ore) per il verdetto dei giudici.  Seguendo il regolamento alla lettera, vista la squalifica di Amalfi, Pisa e Genova, la vittoria a tavolino sarebbe andata a Venezia. A dire il vero il presidente del comitato organizzatore, l'assessore al turismo di Venezia Roberto Panciera, aveva per qualche minuto anche cullato l'idea di portarsi a casa il trofeo; ci ha pensato però il suo sindaco, Giorgio Orsoni, insieme ai tre colleghi ad evitare anche la vicenda si trasformasse in farsa optando per l'annullamento. «A livello sportivo - ha commentato il sindaco Marco Filippeschi - siamo stati danneggiati. Ma annullare la regata è stata la cosa più logica».  Il percorso. Era già successo quattro anni fa e si è ripetuto domenica. I veneziani evidentemente, a dispetto delle loro tradizioni marinare, non riescono proprio a tracciare un percorso regolare in laguna. Purtroppo nelle ultime due edizioni Pisa è sempre stata danneggiata. Nel 2007 la regata si disputò nel canale della Giudecca con arrivo di fronte a piazza San Marco, dopo una curva quasi a gomito non segnata da boe e senza uno sfalsamento adeguato. Così il galeone pisano, in vantaggio su Venezia, in quella curva si ritrovò superato dai lagunari nella corsia opposta grazie al mancato sfalsamento.  Ancora peggio è accaduto domenica. La corsia di Pisa, quella a ridosso della sponda, dal rilevamento del capovoga pisano Lorenzo Carboncini con il suo gps da polso, è risultata più lunga di quasi 100 metri rispetto ad Amalfi. Senza considerare l'assenza di boe che ha portato alle squalifiche ed anche in questo caso il poco sfalsamento alla partenza.  I giudici. Evidentemente la buona sorte non è dalla parte del signor Luigi Botta, il giudice della regata di Venezia, quando si trova ad incrociare Pisa. Si tratta dello stesso giudice che l'anno scorso nel palio di San Ranieri dovette decidere le squalifiche prima della Verde e poi della Gialla regalando infine il successo alla Celeste. Domenica in laguna, forse, la situazione gli è sfuggita di mano. Mentre infatti stava richiamando Genova e Venezia (già attardate), non si accorgeva della manovra spregiudicata di Amalfi che spingeva fuori dalla corsia Pisa. Manovra che era causa dell'errore del nostro galeone. Poi l'estenuante attesa per la decisione finale, presa solo dopo l'intervento dei sindaci.  Appuntamento ad Amalfi. Adesso bisognerà attendere il 3 giugno 2012, data dell'edizione amalfitana, per riscattare la delusione di Venezia.

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