Il Tirreno

Pisa

Al ritorno dalla cerimonia dell’“Elsa Morante 2011”

Premio ritirato tra i big, gioia per Chiara e Maria

Enrico Santus
Le due scrittrici a Napoli con il premio Elsa Morante
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Le due scrittrici a Napoli con il premio Elsa Morante

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PISA. Sono entusiaste le autrici pisane Chiara Letta e Maria Coviello, il cui volume "Alla scoperta di Caravaggio", edito per Felici Editore, ha ottenuto lo scorso 21 maggio il premio "Elsa Morante Ragazzi 2011".  Al ritorno da Napoli, dove hanno ritirato il premio alla presenza del neo-sindaco Luigi De Magistris, le autrici hanno raccontato il segreto del successo, riscosso non solo tra i big, quali Andrea Camilleri e Dacia Maraini, ma anche tra la giuria popolare, composta da alunni provenienti da tutta la Campania.  «Volevo rendere Caravaggio accessibile ad un pubblico di giovani, raccontando la sua biografia sulla base di documenti storici, senza dilungarmi in quelle ipotesi esoteriche che sono invece troppo spesso privilegiate a discapito del vero» ha spiegato Letta. «Il mio interesse - ha poi proseguito - era quello di far conoscere le sue opere e la rivoluzione che ha portato nel mondo della pittura».  Una rivoluzione che, secondo l'autrice, consisterebbe sopratutto nell'aver messo nuovamente la realtà al centro dell'arte, distaccandosi dalla rielaborazione manieristica dei modelli rinascimentali. Altro punto focale sarebbe poi l'attento utilizzo del contrasto tra luce e ombra, che «ha anche un valore simbolico, utilizzato per dare risalto a dei particolari piuttosto che ad altri». L'approccio rigoroso dipende dalla formazione dell'autrice, che ha conseguito un dottorato in Storia delle Arti Visive proprio sui pittori di fine Cinquecento. Percorso simile, ma «più pratico che teorico», è quello dell'illustratrice Maria Coviello, diplomata alla Scuola Internazionale di Comics di Firenze e già illustratrice in numerose pubblicazioni.  «Io e Chiara - ha raccontato Coviello - ci conosciamo da quando eravamo bambine. Le ho proposto questo lavoro perché conoscevo le sue competenze». L'illustratrice, che si è occupata anche della strutturazione del libro, racconta poi la tecnica utilizzata per le tavole: «Ho usato l'acquerello, cercando però di creare un effetto olio. Ho rappresentato quei luoghi e quei momenti della vita del Caravaggio che ritenevo più importanti, cercando in qualche modo di ispirarmi anche alle sue stesse opere».  La soddisfazione più grande? «Certamente - ha risposto Letta - quando uno dei ragazzi della giuria popolare ha detto che l'unico difetto del libro fosse "che finiva troppo presto"».  Molto soddisfatto anche l'editore Fabrizio Felici: «È davvero gratificante per un editore come me, che investe tutto sulla cultura, ottenere un premio di questo livello: non posso che dedicarlo ai miei genitori, che mi hanno affidato un'impresa che fa cultura da oltre cinquant'anni».

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