Sicurezza
Stella Maris, il futuro delle neuroscienze
Arrivata all'istituto di Calambrone la prima risonanza magnetica 7 Tesla
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CALAMBRONE. Pesa 33 tonnellate ed è stato costruito nei laboratori della General Electrics negli Stati Uniti. Stiamo parlando del magnete a campo ultra alto che sarà il vero e proprio cuore della prima risonanza magnetica nucleare 7 Tesla attivata in Italia. Ieri è arrivato, il gigantesco magnete ed è stato installato nel bunker realizzato nella struttura di Tirrenia dell'Irccs Fondazione Stella Maris di Pisa. L'Italia ha la prima risonanza magnetica nucleare 7 Tesla, capace di prestazioni che proietteranno la Toscana e la struttura pisana nel circuito internazionale dell'imaging cerebrale ad altissima risoluzione. Quest'iniziativa è stata resa possibile anche grazie al contributo determinante della Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa. Di apparecchiature di imaging di questa potenza ne esistono 17 in Europa e 27 nel mondo. «Le applicazioni del 7 Tesla - spiega il professor Renzo Guerrini, direttore scientifico dell'Irccs Fondazione Stella Maris - sono estremamente vaste: si va dallo studio anatomico ad altissima risoluzione del cervello nel settore delle neuroscienze, all'esplorazione dell'apparato scheletrico, del cuore e della mammella. Mentre le esplorazioni del cervello, struttura anatomicamente immobilizzata nel cranio, sono più semplici, quella di altri organi sono però ancora in sviluppo. Con questa apparecchiatura di nuovissima generazione, sconfinate sono le ricerche scientifiche che potranno essere sviluppate, a vantaggio dei pazienti toscani e italiani». Rmn 7 Tesla, un bacino di progetti eccellenti. Poter utilizzare un'apparecchiatura di risonanza magnetica così avanzata permetterà a molti progetti di fare grandi passi avanti. È il caso della "mano artificiale", sviluppata e messa a punto dal professor Paolo Dario della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. Altro progetto importante che potrà svilupparsi a pieno è quello riguardante lo studio delle anomalie dello sviluppo cerebrale che causano crisi epilettiche.
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