Il Tirreno

Pisa

Applausi alla sentenza per due ragazzi pisani arrestati alla manifestazione romana di dicembre

Scagionati da una foto e assolti

Candida Virgone
I due pisani bloccati a terra in piazza del Popolo e gli assolti ieri davanti al tribunale
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I due pisani bloccati a terra in piazza del Popolo e gli assolti ieri davanti al tribunale

Bloccati e tenuti a terra senza che avessero partecipato agli scontri

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 PISA. Assolti per non aver commesso il fatto. Si è concluso con questa sentenza, a Roma, il processo a carico di due ragazzi pisani che erano stati arrestati il 14 dicembre nella capitale, nel corso della manifestazione contro il ministro Gelmini, poi tramutatasi in una rivolta sulla fiducia al governo. Nicola Corsini, maturando dello scientifico Buonarroti, e Andrea Donato, studente della facoltà di scienze politiche, quasi ventenni tutti e due, tutti e due di Marina di Pisa, erano stati accusati di resistenza e lesioni aggravate a pubblico ufficiale.  La terza udienza, davanti al collegio della quarta sezione penale del tribunale capitolino, con la scelta del rito abbreviato, si è conclusa con l'assoluzione di tutti gli imputati che erano finiti sotto inchiesta per i famosi scontri romani. Furono fermate ventidue persone e ne furono rinviate a giudizio otto, fra cui i due giovani pisani: sono stati tutti assolti ieri mattina.  Nicola e Andrea furono fermati e rimasero in carcere per due giorni, poi gli arresti furono convalidati ma il giudice rimise i due in libertà tenendo conto della giovane età, del fatto che erano incensurati e per la necessità di approfondire le responsabilità di ognuno.  Una delle prove maggiori portate dalla difesa a discarico dei due ragazzi pisani era una foto in cui apparivano atterrati dalle forze dell'ordine, in piazza del Popolo, ma lontano dai luoghi degli scontri. La foto, diffusa da un'agenzia di stampa, si sarebbe rivelata decisiva per scagionare i due ragazzi, che come gli altri, hanno sempre negato di aver partecipato agli scontri. Corsini e Donato erano difesi dall'avvocato Roberto Zanotti del foro di Roma. Per gli otto imputati il pmn aveva chiesto pene variabili da un minimo di sei mesi a un massimo di 1 anno e otto mesi, nello specifico sei mesi per Nicola e venti per Andrea. Il tribunale però ha concluso diversamente e la sentenza è stata accolta dai parenti degli imputati con un lungo applauso. Gli altri sei ragazzi sono Sacha Montanini, Angelo De Matteis, Gerardo Morsella, Federico Serra, Alice Niffoi e Riccardo Li Calzi.  «I giudici hanno evidentemente recepito - ha commentato l'avvocato Francesco Romeo, difensore di Li Calzi - le nostre argomentazioni. Sin dall'udienza di convalida degli arresti abbiamo fatto presente che questi ragazzi non avevano fatto nulla di male, che erano stati presi per caso e nel mucchio».  «È la fine di un incubo - ha commentato ieri, al rientro dalla capitale il padre di Nicola, Fabiano Corsini, ex dirigente provinciale ed ex capogruppo in consiglio comunale per l'allora Pds - ci siamo levati un grosso peso».

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