Italia
Salvati a San Piero quattro caprioli trovati abbandonati
Lucia Maffei
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Due dei piccoli di capriolo salvati a San Piero2 MINUTI DI LETTURA
SAN PIERO A GRADO. La notizia sembrerebbe clamorosa: William, Kate, Carlo e Camilla trascorreranno un breve periodo di vacanza a San Piero a Grado. Ma purtroppo per gli appassionati di gossip la famiglia reale inglese non c'entra niente. William, Kate, Carlo e Camilla sono quattro piccoli di capriolo ospiti in questi giorni all'ospedale didattico veterinario di San Piero a Grado. William arriva da Montelopio di Peccioli, Kate da Pomarance, gli altri due dalla provincia di Prato. Tutti in buona salute, a circa due settimane di vita hanno l'aspetto di quattro piccoli Bambi. «William, che ha meno di una settimana e pesa un chilo e mezzo, ha avuto l'imprinting con l'uomo e non ha paura di farsi accudire.
Camilla invece è stata portata qui a tre settimane dalla nascita e dunque è molto più selvatica», raccontano Francesco Ponticelli e Irene Passalacqua, gli studenti che si occupano di nutrire i piccoli ogni due ore con biberon di latte di capra e verdure. Il ritrovamento dei caprioli diventa l'occasione per un incontro sulla protezione della fauna selvatica con l'assessore provinciale Giacomo Sanavio, il prorettore Maria Antonella Galanti, il responsabile dell'Ufficio difesa della fauna della Provincia Vito Mazzarone, il preside di Veterinaria Alessandro Poli, il direttore sanitario dell'ospedale veterinario Michele Corazza e il direttore del dipartimento di clinica veterinaria Francesco Camillo. Da quasi un anno il Dipartimento di clinica veterinaria ha sottoscritto un accordo con la Provincia per compiere azioni coordinate di soccorso a caprioli e daini in difficoltà.
Il messaggio è chiaro: la fauna selvatica va lasciata stare e i soccorritori di William, Kate, Carlo e Camilla (trovati nell'erba apparentemente soli) hanno con ogni probabilità compiuto un involontario rapimento. «Le madri di capriolo hanno l'abitudine di allontanarsi - spiega Mazzarone - Non bisogna mai portare via i piccoli, a meno che non siano feriti o malati: la legge punisce severamente i trasgressori. La madre mantiene inodori i piccoli per proteggerli dai predatori. Se l'adulta percepisce la presenza di un estraneo, li abbandona temporaneamente per farsi inseguire e lasciare una traccia che allontani l'eventuale aggressore. In questi casi l'intervento dell'uomo è dannoso».
Camilla invece è stata portata qui a tre settimane dalla nascita e dunque è molto più selvatica», raccontano Francesco Ponticelli e Irene Passalacqua, gli studenti che si occupano di nutrire i piccoli ogni due ore con biberon di latte di capra e verdure. Il ritrovamento dei caprioli diventa l'occasione per un incontro sulla protezione della fauna selvatica con l'assessore provinciale Giacomo Sanavio, il prorettore Maria Antonella Galanti, il responsabile dell'Ufficio difesa della fauna della Provincia Vito Mazzarone, il preside di Veterinaria Alessandro Poli, il direttore sanitario dell'ospedale veterinario Michele Corazza e il direttore del dipartimento di clinica veterinaria Francesco Camillo. Da quasi un anno il Dipartimento di clinica veterinaria ha sottoscritto un accordo con la Provincia per compiere azioni coordinate di soccorso a caprioli e daini in difficoltà.
Il messaggio è chiaro: la fauna selvatica va lasciata stare e i soccorritori di William, Kate, Carlo e Camilla (trovati nell'erba apparentemente soli) hanno con ogni probabilità compiuto un involontario rapimento. «Le madri di capriolo hanno l'abitudine di allontanarsi - spiega Mazzarone - Non bisogna mai portare via i piccoli, a meno che non siano feriti o malati: la legge punisce severamente i trasgressori. La madre mantiene inodori i piccoli per proteggerli dai predatori. Se l'adulta percepisce la presenza di un estraneo, li abbandona temporaneamente per farsi inseguire e lasciare una traccia che allontani l'eventuale aggressore. In questi casi l'intervento dell'uomo è dannoso».
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