Sicurezza
Protesta dei vigili il giorno della Luminara
Candida Virgone
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Controlli dei vigili urbani in piazza dei Miracoli Non accolte una serie di richieste e il 16 si riuniscono in assemblea
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PISA. Si riuniranno in assemblea per sei ore proprio la vigilia di San Ranieri, il 16, i vigili urbani, per protestare contro quelle che definiscono «carenze annose» dell'amministrazione comunale, ma assicurando i servizi essenziali. La Luminaria dunque potrebbe essere a rischio. La polizia municipale è sul piede di guerra e lo ha dimostrato pienamente in una assemblea sindacale, alla presenza dei rappresentanti di Uil e Cisl, che si è svolta ieri pomeriggio. Al primo punto delle rivendicazioni c'è l'articolo 208 del codice della strada, che prevede il finanziamento di un fondo di assistenza e previdenza per gli appartenenti alla polizia locale, di qualsiasi branca, e che dovrebbe includere l'acquisto di mezzi tecnici (radio, cellulari, auto) e di tutto ciò che serve ai tanti servizi chiesti ai vigili. Ma pare che questo tipo di fondi, spiegano i vigili, vada tutto in lavori pubblici, «fatto importante per la sicurezza della strada, ma meno per quella dei tutori dell'ordine e per quella che loro devono assicurare ai cittadini». Sul piatto della bilancia anche la cifra stanziata per le divise, che molti, soprattutto i giovani, sono costretti a comprarsi da soli: 30mila euro ridotti a 20mila per 125 vigili. Poi c'è in ballo il numero degli agenti, di fatto mai cresciuto, se si pensa che fra decessi e pensionamenti, le nuove assunzioni non hanno portato grandi numeri in più. «Tanto è vero - dicono i vigili - che, con le naturali sostituzioni, si è passati da 122 a 125». Ma più di tutti sotto accusa è la bocciatura, avvenuta nel consiglio comunale del 31 maggio, di una proposta della minoranza che chiedeva appunto di «aumentare gli organici a 150, maggiori risorse finanziarie per l'acquisto di beni di consuno (manca perfino la carta negli uffici per atti e fotocopie), un incremento del servizio dei vigili di quartiere, e soprattutto, sottolinano gli agenti, la dotazione di strumenti adeguati». «Ci sono leggi regionali apposite - spiegano - perché è chiaro che le pistole non vengono usate, né da noi, né da polizia e carabinieri: abbiamo chiesto gli spry al peperoncino, ma ci hanno risposto che non fa parte della cultura pisana. Forse fa parte della cultura pisana subire aggressioni e dover essere impegnati in ogni genere di servizi a mani nude? Se arrestiamo una persona non abbianmo celle: dobbiamo tenerla negli uffici e piantonarla, con dispendio di personale e di energie. Ci sentiamo abbandonati dall'amministrazione comunale, che ci chiede continui servizi, dagli sgomberi all'ordine pubblico, e ci paga la metà di un dipendente amministrativo, con una riduzione delle ore di straordinario assegnate alla direzione, circa 1110 in meno dell'anno scorso. La ciliegina sulla torta? Hanno calcellato le indennità di responsabilità e, se ci succede qualcosa, ci dobbiamo anche pagare l'avvocato».
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