Il Tirreno

Pisa

Preoccupazione per la raccolta fra i produttori

Olivi dei Monti Pisani aggrediti da un fungo

Pierluigi Ara
Olivi dei Monti Pisani aggrediti da un fungo

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 SAN GIULIANO. Preoccupazione per la futura raccolta delle olive. Un pericoloso nemico è in agguato. Il nome della malattia è verticilliosi. Un fenomeno a macchia di leopardo non solo da località a località, ma all'interno dello stesso oliveto. Le segnalazioni arrivano da San Giuliano, Vecchiano, Calci e Vicopisano, ma più diffuso si registra il fenomeno a Tre Colli e Castelmaggiore e comunque nell'alta Valle Graziosa.  Michele Bonanni, per tanti anni presidente del frantoio sociale dei Monti Pisani, che raggruppa centinaia di produttori, fa sapere: «Ricevo numerose richieste di chiarimento. È opportuno fare il punto sulla salute degli olivi». E questa è la stessa opinione del coltivatore Paolo Tozzini.  Un altro olivocoltore, Banduccio Bertolini, lamenta la presenza di rami e foglie disseccati. «Ho fatto anche fotografare alcuni alberi. Ho mostrato le parti malate. Bisogna soprattutto intervenire al più presto». «Io combatto la vertigilliosi - afferma Tiziano, dell'azienda agricola l'Oro del colonnello di Molina di Quosa - ricorrendo alla tecnica della potatura dedicata e brucio immediatamente le parti infettate. Non sono riuscito a eliminare la malattia, ma sicuramente a contenerla entro limiti accettabili».  Alcuni territori sono costantemente monitorati dalla dottoressa Serena Nizzoli, nota agronoma. Con lei concordano esperti del settore circa la diagnosi della verticilliosi. Il responsabile non appartiene al mondo animale, bensì è un fungo. La penetrazione del fungo attraverso le piante di olivo avviene in genere mediante lesioni causate alle radici e si manifesta con un appassimento delle foglie, che si piegano a doccia restando spesso ingiallite attaccate ai rami. La verticilliosi può essere particolarmente dannosa quando colpisce le piante giovani di cui può provocare anche la morte, mentre in quelle adulte determina la riduzione della vegetazione e la defogliazione di branche. Pur non esistendo al momento significativi interventi preventivi o curativi, il consiglio è di asportare le parti deperite o disseccate e disinfettare gli attrezzi della potatura con iploclorito di sodio. Dal momento che questo patogeno dimora nel terreno ed è in grado di infettare anche pomodoro, melanzana e peperone, è bene evitare la consociazione di tali colture per non favorire la propagazione.  Infine, il professore universitario Vannacci di cui riportiamo le dichiarazioni, si dice disponibile «nel caso me lo chiedessero, ad effettuare un sopralluogo fra le piantagioni di olivi di Calci per capire meglio il fenomeno e fronteggiarlo».

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di Redazione web