Sicurezza
«Negano il diritto di voto a mia madre»
Donatella Lascar
La donna è allettata, ma è impossibile farla votare a casa
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MARINA. «Mia madre è allettata con due costole rotte e lesioni vertebrali - spiega Giada Callaioli -, ma all'ufficio elettorale mi hanno detto che non possono mandare nessuno per farla votare, perché non abbiamo presentato la domanda in tempo». La donna si trovava in ospedale fino al 24 maggio e nessuno dei familiari aveva idea di quando sarebbe stata dimessa. Una volta a casa, la figlia ha telefonato all'ufficio elettorale per informarsi su come far votare la madre. «Mi hanno mandato il modulo da compilare per la richiesta da portare al medico legale dell'Asl, insieme ad un documento d'identità e alla tessera elettorale di mia madre - racconta Giada -. Il medico legale, però, mi ha detto che possono votare a casa solo persone gravemente invalide e la richiesta deve pervenire tra il 40º e il 20º giorno prima dalla data delle votazioni. A questo punto è troppo tardi». Unica soluzione è chiamare un'ambulanza che porti la donna in barella al seggio. «È una soluzione che rifiuto - afferma Giada -, perché lo spostamento sarebbe troppo doloroso per mia madre. Se non c'è altro modo, vuol dire che al referendum di domenica non voterà».
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