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PARLA LESPERTO
«È una malattia che produce gravi danni»
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PISA. Il nome scientifico è "Verticillium dahliae". «Esistono due tipi di questo fungo, uno dall'azione più lenta che dura negli anni ed un altro, defogliante, molto più aggressivo», afferma Giovanni Vannacci, professore ordinario di Patologia vegetale della facoltà di Agraria dell'Università di Pisa. «La malattia entra principalmente dalle radici e attacca il tessuto vascolare impedendo il trasporto dell'acqua alla parte alta col conseguente disseccamento di rami o dell'intera pianta», spiega il professore Vannacci il quale afferma che «questo fungo è la causa della più importante malattia dell'olivo in tutto il mondo con una preoccupante diffusione del tipo più aggressivo. Produce gravi danni alle piantagioni e, al momento, la difesa è difficile. La prevenzione gioca un ruolo importante e ci sono degi olivi più sensibili come come il Frantoio o la Coratina e delle specie più suscettibili come Leccino e Ascolana». E giusto bruciare i rami morti? «Sì è un buon rimedio, ma sarebbe bene raccogliere anche le foglie e bruciare anche queste perché infettano il terreno e quindi le radici delle piante».
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