Una tredicenne accusa lo zio di violenza
C.V.
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In tribunale un caso di violenza Ma il racconto, fatto in un tema, ha molti aspetti da chiarire
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PISA. Una storia che ricalca in qualche modo quelle che rimbalzano sulle cronache da mesi, in cui la famniglia diventa orribile teatro di delitti, incomprensioni, vendette, misteri. Uno zio avrebbe abusato della nipotina, appena tredicenne. La ragazzina lo avrebbe raccontato in un tema. Un racconto però che non solo, come sempre, mette due verità a confronto - quella di chi accusa e quella di chi nega, quella della vittima e quella di un presunto orco, che in questa occasione cade letteralmente dalle nuovle - ma che lascerebbe molti dubbi anche negli inquirenti e che troverebbe pochi riscontri obiettivi. Tutto inizia a marzo, quando la professoresa di una scuola media di San Miniato dà un tema. Non voglio fare questo, dice un'allieva, voglio parlare di una storia che mi interessa. E butta giù una sorta di racconto dell'orrore in cui in maniera suggestiva si racconta delle attenzione morbose dello zio, un fratello del nonno, verso di lei. La prof resta di stucco e parla con la ragazza, poi si rivolge ai carabinieri che avvisano i genitori e ascoltano di nuovo la bimba. Sentita ancora in seguito dallo psicologo davanti alla polizia e alla fine dal pm a cui viene affidata l'inchiesta, Antonio Giaconi. La famiglia è tesa, minaccia giustizia sommaria e il parente viene arrestato pochi giorni dopo. È il pm stesso, molto cauto su questa indagine, a chiedere la revoca della misura, ed oggi l'uomo, un contandino di 56 anni, è ai domiciliari. Domani in tribunale è fissato l'incidente probatorio, durante il quale la tredicenne sarà nuovamente ascoltata davanti al giudice Concettina Garreffa e ad un consulente del magistrato. Un racconto, quello fatto nel tempo dalla ragazzina, che si è continuamente arricchito di nuovi particolari. Tutto inizia ad ottobre e va avanti fino a marzo scorso, quando le presunte esperienze traumatiche della studentessa vengoino confidate nel compito in classe. Quattro o cinque episodi durante i quali il parente, chiamato zio, l'avrebbe toccata e si sarebbe fatto toccare nelle parti intime. La famiglia è assistita dall'avvocato Alessio Ceccanti di Santa Croce; per l'uomo, difeso dagli avvocati Andrea Di Giuliomaria e Crescenzio Franci, è già stata annunciata la possibile richiesta di un rito abreviato. Per l'avvocato Di Giuliomaria «la ragazzina è inattendibile e il racconto inverosimile». Molti i dubbi degli inquirenti, per il continuo arricchirsi di particolari del racconto, che ricalcherebbe in qualche modo le cronache dell'ultimo anno, in particolare, chiaramente non nei tragici esiti finali, la vicenda di Sara Scazzi: il mee di ottobre, lo zio, le molestie, una nipote minorenne. E il sospetto che tutto ruoti intorno alla richiesta di attenzione caduta in un ambiente ingenuo.
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