La manifestazione
Muore nell'auto contro un albero
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Lauto finita contro un albero e, a destra, la vittima: Armando Marcelletti La vittima è un geometra calabrese, l'incidente in via Le Rene
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PISA. Ancora un tributo di sangue ai pericoli della strada e alla velocità. Ha perso la vita ieri mattina, in un incidente stradale, un geometra calabrese di 65 anni. Si chiamava Armando Marcelletti ed era originario di Spezzano della Sila, un paesino della provincia di Cosenza. Ma da tempo viveva in zona, dove seguiva alcuni cantieri, proprio nel luogo in cui è avvenuta la tragedia, la tenuta di Coltano. L'incidente è accaduto ieri mattina poco dopo le 9, in via Le Rene: gli abitanti della zona protestano per la pericolosità di quella strada. L'uomo viaggiava verso il centro della tenuta alla guida della sua Opel Vectra, quando improvvisamente ha perso il controllo della vettura. La macchina ha sbandato ed è andata a schiantarsi violentemente contro uno degli alberi che costeggiano la via. Il limite su quella strada è di 50 chilometri orari, ma, secondo la ricostruzione degli inquirenti, il geometra calabrese procedeva a velocità sostenuta. Avrebbe tenuto un'andatura sui 100. Ma da sola la velocità non basta a determinare un incidente così grave. Non si ancora cosa sia potuto accadere. Escluso un colpo di stanchezza, vista l'ora, portrebbe essersi trattato di un malessere improvviso o di una distrazione rivelatasi fatale. Fatto sta che quando un passante ha dato l'allarme, per i soccorritori intervenuti poco dopo c'è stato ben poco da fare. È arrivato il medico del 118 ed è stato lui constatare che ogni speranza di salvare l'automobilista sarebbe stata vana: l'uomo era spirato in pochi secondi dopo il brusco impatto. E ci sono voluti i vigili del fuoco per liberare il corpo intrappolato nell'abitacolo. Le indagini sulla ricostruzione della dimanica della tragedia sono stata affidate ai vigli urbani. Si sarebbe trattato di un fuori strada che esclude la responsabilità di altri guidatori o altri mezzi. Accertata una certa velocità. La salma è stata composta all'istituto di medicina legale, a disposizione della procura che ha aperto un'inchiesta, diretta dal pm Sisto Restuccia, per quanto appunto la dinamica della tragedia sarebbe chiara e quasi interamente ricostruita. Soltanto a fine mettinata è stato possibile rintracciare i familiari dell'uomo: il figlio, che vive e lavora in Francia, è arrivato ieri sera. Protestano gli abitanti della zona per la pericolosità della strada. Scrive Massimiliano Boschi: «Ma quanti morti ancora dobbiamo aspettare perchè vengano presi provvedimenti per limitare la velocità delle automobili in via Le Rene? Sono anni che noi residenti della zona segnaliamo alle autorità competenti la necessità di prendere provvedimenti per far sì che venga moderata la velocità su questa strada stretta e tortuosa, ma in via Le Rene si continua a morire. Nel 2006 il Comune, dati i numerosi incidenti e le richieste dei cittadini, fece istallare una serie di dossi per moderare la velocità. Fino al maggio 2009, data in cui tutti i dossi furono rimossi, non si sono più avuti incidenti mortali. Nel settembre 2009 il sottoscritto e altri cittadini scrivevamo al sindaco, all'assessore alla mobilità e al comandante della polizia municipale chiedendo nuovi provvedimenti. Ad aprile 2011, invece di rimettere i dissuasori, contrariamente a quanto indicato dagli uffici tecnici comunali alla Pisamo, la circoscrizione 3 ha dato precedenza ad altre zone, pertanto sono stati realizzati solo 2 attraversamenti pedonali contro i 4 previsti, lasciando tutto il tratto dalla fattoria Le Rene fino all'incrocio di Coltano privo di qualsiasi intervento. Io e mia moglie, tutte le mattine, quando portiamo i nostri bambini a scuola, percorrendo via Le Rene ci chiediamo: per quanto tempo ancora dobbiamo rischiare la vita?». C.V.
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