Il Tirreno

Pisa

IL RICORDO DELL’AMICO

«Era capace di battersi per ciò in cui credeva»

F.L.
La signora Gentili a sinistra con il figlio e sotto con Antonio Cabrini ex allenatore del Pisa
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La signora Gentili a sinistra con il figlio e sotto con Antonio Cabrini ex allenatore del Pisa

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 PISA. Trattiene a stento la commozione, Aurelio Pellegrini. La sua amicizia con Gabriella Gentili era relativamente recente, ma nel giro di non molti anni era diventata assai profonda e sincera.  Tutto era nato attorno alle vicende legate all'acquisto del Pisa Calcio da parte della famiglia Gentili-Mian, quando Pellegrini era assessore allo sport della Provincia e si rese necessario agevolare, in quella primavera del 2002, un passaggio di proprietà che si stava facendo più complicato del previsto.  Il rapporto si era fatto ancora più stretto dopo la cessione del Pisa Calcio e dopo che Aurelio Pellegrini, esaurito l'incarico da amministratore in piazza Vittorio Emanuele, era stato eletto sindaco di Montescudaio. Una vicinanza quotidiana, la loro.  «Gabriella fino all'ultimo, fino a quando ha potuto, è stata la stessa di sempre, con le sue battute classiche», dice Pellegrini con la voce che si rompe.  La degenza presso il Cnr, il trasferimento disperato al reparto di rianimazione dell'ospedale di Cisanello. Pellegrini ripensa agli ultimi giorni, alla notte appena trascorsa. «Gabriella, quando credeva in una cosa, andava contro tutto e tutti. Era una donna che aveva il coraggio di portare avanti le proprie idee, senza cedimenti. Ripensiamo a quello che ha messo nell'esperienza con il Pisa: semplicemente tutto. E quando, prima del recente fallimento, le era stato chiesto di dare una mano al Pisa, e soprattutto alla città, non si era tirata indietro, tutt'altro».  C'è un episodio che può racchiudere il ricordo più vero di Gabriella Gentili? «Più che un episodio, un aspetto che peraltro tutti conoscono: il rapporto con i gatti. Poteva sembrare strano, se non assurdo, ma dava la misura del suo rapporto con il mondo. Se c'era da preoccuparsi di qualcuno lo faceva fino in fondo. E poi non le sfuggiva niente: se poteva sembrare, era in realtà solo un'impressione sbagliata».  Un'altra immagine che regala Pellegrini è quella di «Gabriella che alla domenica, con la radiolina sul letto, seguiva sempre le partite del Pisa».  Tutto questo, aggiunge, «per dire che a Pisa Gabriella era legata a quattro fili, al di là delle battute e di qualche polemica nella quale era inevitabilmente coinvolta. La nostra città perde una pisana vera».

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