Il Tirreno

Pisa

«Una città sicura e vivibile»

Candida Virgone
L’ingresso del gonfalone del Comune nell’arena davanti ai reparti schierati
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L’ingresso del gonfalone del Comune nell’arena davanti ai reparti schierati

Il comandante: c'è più prevenzione, pericolosi gli allarmismi

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 PISA. «Una città viva ed in continua evoluzione, molto lontana dall'immagine insicura e poco vivibile proposta da chi tende a sopravvalutare emotivamente la minaccia e a valutare il pericolo sulla comune sensazione di sicurezza. Ma bisogna ridurre lo scarto tra realtà e percezione». Così ha parlato di Pisa ieri pomeriggio, alla festa dell'Arma dei carabinieri, il comandante provinciale, colonnello Gioacchino Di Meglio, al Giardino Scotto. Una festa che ha visto la presenza delle autorità civili e militari, ma anche di tanta gente comune, una festa particolare, coincisa con le celebrazioni del secolo e mezzo di storia del Paese. C'erano i vessilli di enti e associazioni d'arma, e i gonfaloni dei Comuni di Pisa e Guardistallo, decorati al valor militare, e le insegne dell'università.  Sui valori della percezione Di Meglio ha riconosciuto il ruolo dei mass media, che ha ringraziato per la loro collaborazione. «Se però dovessimo abbandonarci a eccessivi timori - ha aggiunto - finiremmo per creare l'humus ideale per la cosiddetta "giustizia fai da te". L'unica strada - ha spiegato il comandante - per Pisa, notevole polo di attrazione economica e culturale, con un bacino di utenza di gran lunga superiore ai residenti, con importanti flussi turistici, migratori e studenteschi, è nell'alzare il livello di prevenzione, in una politica dell'accoglienza e dell'integrazione che consideri una società multietnica, senza barricate ideologiche, condannando l'intollerenza, ma senza permissivismi per chi non rispetta la legge, aggredendo le organizzazioni criminali che gestiscono il sistema degli ingressi, dello sfruttamento e della tratta di esseri umani, indirizzando gli sforzi verso una politica internazionale». Ricordando ancora l'importanza dei cosidetti servizi di prossimità e il ruolo fondamentale delle stazioni, Di Meglio ha sottolineato che i carabinieri in provincia hanno perseguito l'86% dei reati commessi. Dal giugno 2010 ad ora sono stati scoperti 3.588 dei 16.636 reati complessivamente perseguiti, con 3.804 persone denunciate e 685 arrestate. Due gli arresti per per omicidio, 61 per rapina, 591 per furto e 279 per reati di droga, con oltre 25 chili di stupefacenti sequestrati. «Numeri importanti, frutto dell'impegno sinergico di tutti i presidi della provincia». ha detto il comandante provinciale. Che ha concluso con un allarme importante: «Un impegno ragguardevole che si completa col contrasto alla minaccia eversiva e terroristica, caratterizzata dal continuo fermento dei gruppi anarco-insurrezionalisti e dalla possibile radicalizzazione in zona di fondamentalisti islamici in grado di compiere attentati».

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