La manifestazione
Critiche ai segretari Pd per la chiusura al documento dei 14
Sel rilancia: noi siamo pronti a discutere programmi e alleanze
Gianluca Campanella
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Una iniziativa di Sel con (da sin.) Sandro Modafferi, Carlo Scaramuzzino e Dario Danti 3 MINUTI DI LETTURA
PISA. Dario Danti, segretario provinciale di Sel, ieri ha risposto ai «numerosi documenti» che chiamano in causa il partito: «Le primarie non sono un feticcio, ma uno strumento importante da non escludere a priori. Inoltre Sel è autonoma; la condizione per entrare in maggioranza in città non deve essere una firma in calce al programma di altri». Il consigliere comunale Sandro Modafferi ha aggiunto: «Saremo protagonisti dell'aggiornamento del programma, senza abiurare il nostro del 2008». Tutto avviene «nell'ultima conferenza stampa di "posizionamento"; ma d'ora in poi parliamo di contenuti», promette Danti, che entro fine giugno vuole organizzare un incontro pubblico per definire i «cinque temi concreti e urgenti per il bene di Pisa». Insomma, a Sel non sono piaciute le reazioni al documento di 14 esponenti del Pd. Questi chiedevano primarie di coalizione nel 2013 e allargamento della maggioranza a Sel. Sono seguiti comunicati di tutte le forze al governo della città. In partitolare, la nota dei segretari comunale e provinciale del Pd (Andrea Ferrante e Francesco Nocchi) ha causato «una regressione allo stato dei rapporti sviluppati», commenta Carlo Scaramuzzino, capogruppo Sel in sala delle Baleari. Danti spiega, infatti, che i vertici locali dei democratici usano un linguaggio che che appare un «disco rotto», in quanto ripropone «l'infelice teorema in base al quale se non siamo in coalizione nel capoluogo, si deve rompere anche nelle giunte dei comuni in provincia dove siamo alleati». Non cerca lo scontro, ma è bene essere «netti». Le tappe per "annusarsi" col Pd sono quindi tre: il «merito», che si evincerà dai contenuti che saranno presentati entro fine mese; la «verifica delle condizioni» a dicembre, quando in consiglio comunale si discuterà il bilancio. Infine, il «metodo», cioè le regole con cui formare e «validare» un'eventuale maggioranza allargata, in cui Sel abbia «pari dignità»: leggi primarie, ma «se ne discuterà» a tempo debito. Un punto fermo: «O noi o il Terzo polo», che negli ultimi mesi ha votato con il Pdl quelle misure "indigeribili" per Sel, cioè «la deriva securitaria e un certo riuso dell'avanzo di bilancio». Averle evitate insieme al Pd, per Scaramuzzino è un esempio di «soddisfazioni comuni». Anche la rete in questi giorni affronta il dibattito sul "documento dei 14". Su Facebook e blog dei vari esponenti Pd è interessante leggere soprattutto le posizioni di chi non appartiene a correnti e cerca l'obiettività. Pochi accusano «i 14 cuor di leone» di portare il partito all'implosione proprio ora che ricomincia a vincere. La maggioranza dei commenti insiste sull'intento «costruttivo del documento» e sulla necessità di «un reale confronto con la società civile». Addirittura c'è chi giudica «suicida l'ostracismo verso i 14» e vede le primarie come unica possibilità per garantire un secondo mandato al sindaco Marco Filippeschi.
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