Sicurezza
Azienda indagata per mafia
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Unimmagine panoramica della Fontina Nel mirino dei giudici per appalti pubblici la Edilnaf di Ghezzano
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SAN GIULIANO. Appalti vinti nel Palermitano grazie alla mafia. È l'accusa per la quale sono state chiuse le indagini su 11 persone, fra cui i titolari di una ditta con sede alla Fontina di Ghezzano, nel Comune di San Giuliano Terme. Secondo i pm, gli imprenditori hanno avuto legami anche con Leonardo Badalamenti (figlio del boss Tano). Quest'ultimo è finito in un altro filone dell'inchiesta su una truffa a banche estere. Le indagini, condotte dai carabinieri del Ros, sono iniziate in Toscana e sono poi confluite in un'indagine palermitana. Secondo l'accusa, la ditta Edilnaf - degli imprenditori palermitani Gaspare e Giusy Ofria e con una sede a Ghezzano, in via Carducci - e due società siciliane avrebbero ottenuto appalti pubblici grazie alle garanzie di personaggi legati alla mafia. Gaspare Ofria venne scarcerato due anni fa, per ordine del giudice per le indagini preliminari di Palermo, dopo essere stato arrestato in seguito all'operazione antimafia "Centopassi". Almeno fino a due anni fa viveva in una villa di Montemagno, nel Comune di Camaiore. La Edilnaf si occupa di scavi, demolizioni, manutenzioni stabili, verniciature edili e altro. I lavori, oggetto dell'inchiesta, riguardavano la costruzione di un agriturismo e la realizzazione dell'acquedotto a Polizzi Generosa (Palermo) e la sistemazione di strade nella provincia siciliana. Secondo la procura palermitana, la Edilnaf avrebbe dovuto anche riciclare il denaro di un'organizzazione guidata da Badalamenti, che tentò di farsi aprire linee di credito in diverse banche straniere portando come garanzia falsi titoli di debito pubblico venezuelani, autenticati da funzionari corrotti.
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