Sicurezza
IN LOGGE DI BANCHI
Gruppo di baristi al Comune: pronti a gestire i bagni pubblici
Carlo Venturini
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PISA. Una mamma straniera, in pieno giorno, in un vicolo del centro fa fare la pipì alla figlioletta. Nel bar dove erano entrate poco prima hanno detto loro che la toilette è rotta. La scena è imbrazzante per loro, ma lo è soprattutto per la città visto che l'unico bagno pubblico, quello delle Logge di Banchi, è chiuso da diversi mesi per motivi igienico-sanitari nonostante sia costato ben 120mila euro. Forse questo paradosso di una Pisa turistica, ma che non ha un solo bagno pubblico su tutto l'asse che va dalla stazione ferroviaria alla Torre potrebbe finire. Un manipolo di commercianti di Corso Italia ha inviato una lettera agli assessori Federico Eligi e Giuseppe Forte in cui chiede la gestione dei bagni di Logge di Banchi. La lettera è stata protocollata il 3 maggio scorso ed reca la firma dei titolari del Bar Cristallo, Il corso, Caffè Italia, Centro storico, Caffè Siena, Caffè Toti, la pizzeria Rusticanella. Non resta a questo punto che sentire i due assessori coinvolti. «Convocherò questi commercianti il prima possibile - dice Eligi - però deve essere ben chiaro che il Comune può fare i lavori di adeguamento per ottemperare alle normative di legge, ma la gestione deve essere affidata ad un soggetto giuridico quale una associazione di privati o una associazione di categoria come Confesercenti o Confcommercio». L'assessore al commercio, Forte, aggiunge: «La mano pubblica, così come quella privata è del tutto carente in materia di servizi igienici pubblici, pertanto ben vengano iniziative in tal senso, affinché si possa innalzare la nostra città agli standard di accoglienza turistica dell'Europa». Nella lettera inviata al Comune, i commercianti dicono di voler costituire un'associazione senza fini di lucro con l'obiettivo di «contribuire nel nostro piccolo a migliorare i servizi della città». Inoltre si scrive che la gestione dovrebbe essere di un anno con la possibilità di rinnovo per un secondo. «Apprezzo la buona volontà e l'iniziativa di questi commercianti - ribadisce Eligi - ma tutto il meccanismo deve essere ben valutato, anche in sede di giunta, visto che comunque le spese per l'adeguamento saranno a carico del Comune». Nel 2002 l'allora assessore ai lavori pubblici Giuseppe Sardu iniziò l'opera meritoria di recupero e riapertura al pubblico dei monumentali bagni di Logge di Banchi. Si spesero all'epoca 240 milioni di vecchie lire. Seguì l'inaugurazione. Ma la storia di quella struttura fu travagliata fin da subito. Purtroppo anche quest'estate forse quei bagni rimarranno chiusi.
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