Fa discutere il documento che chiede candidati scelti con il voto e alleanza con Sel
Primarie nel 2013, scontro nel Pd e il sindaco "striglia" gli assessori
Gianluca Campanella
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Lultimo congresso del Pd di qualche mese fa 3 MINUTI DI LETTURA
PISA. Ieri, durante la riunione di giunta, il sindaco Marco Filippeschi ha chiesto chiarimenti a due dei quattro assessori firmatari di un documento che chiede nel 2013 primarie di coalizione nel centrosinistra e l'allargamento dell'alleanza a Sel. Come anticipato dal "Tirreno", infatti, il nutrito gruppo di dirigenti del Pd (dieci consiglieri comunali e i quattro titolari di deleghe in giunta) aveva diffuso il comunicato in cui, partendo dalla recente vittoria a Milano, proponeva di replicare anche in città «l'aria nuova che si respira in Italia». Alla riunione di giunta erano assenti Ylenia Zambito, per motivi di famiglia, e Fabrizio Cerri. Pertanto Filippeschi si è rivolto ad Andrea Serfogli e Giuseppe Forte: è naturale la possibilità di una sua ricandidatura fra due anni e vuole stare alle regole, ma le modalità si vedranno in seguito. Intanto mette in guardia dalla presenza di correnti in giunta e fa notare che gli assessori sono i primi collaboratori di un sindaco e quindi i primi sostenitori. Serfogli ha risposto al sindaco: «Se non ci fosse una valutazione positiva del tuo operato, non avrei condiviso le scelte dei tre anni passati, ma mi sarei dimesso. Qualora si arrivi a primarie di coalizione, sin da ora annuncio pieno sostegno alla tua corsa». Mentre Forte conferma l'intento costruttivo del documento. Poi, rintracciato al telefono, aggiunge: «Nessuno si senta in discussione». Vediamo allora il testo. Gli altri firmatari sono i dieci consiglieri Ranieri Del Torto, Sandro Gallo, Carmine Zappacosta, Patrizia Bongiovanni, Luigi Branchitta, Andrea Cammilli, Roque Gangemi, Maria Chiara De Neri, Walter Ceccarelli e Michele Passarelli Lio. Insieme vengono definiti la minoranza interna del Pd che non sfida il resto del partito; anzi registra terreni già favorevoli: «A Pisa si parte dall'opera di buon governo messo in campo». Quindi prova a dare qualche suggerimento. Secondo i 14 «il nostro partito, ovunque abbia scelto di mettersi in gioco ricorrendo allo strumento delle primarie, è stato premiato in maniera superiore alle aspettative, anche quando, come nel caso di Milano, quelle primarie le ha perse». Ne deriva un'analisi netta: «Il nostro elettorato ha voluto premiare la chiarezza dei contenuti e delle alleanze, nonché il metodo che lo vede coinvolto nella scelta dei candidati e che rifugge da scelte compiute esclusivamente nelle stanze di partito». C'è anche l'esempio contrario: «ove le primarie non si sono svolte o si sono svolte male (vedi Napoli), il nostro partito, anche in caso di vittoria della coalizione, ha subito una brusca frenata». Allora i firmatari provano a tradurre «il messaggio dei nostri elettori: "Vogliamo linearità nelle alleanze senza preclusioni nei confronti di nessuna forza riformista e progressista. Vogliamo partecipare alle vostre scelte, vogliamo essere coinvolti"». La conclusione dei 14 è che stanno «maturando i tempi per nuovi orizzonti politici legati a quelli nazionali», cioè l'alleanza con Sel. E «con altrettanta fermezza pensiamo che in tutte le prossime scadenze elettorali, lo strumento delle primarie di coalizione non debba mai essere escluso a priori. I primi a trarne vantaggio saranno quei candidati che potranno avere anche il conforto di essere investiti direttamente dall'elettorato e non solo dai vertici di partito». Sempre in giornata i quattro segreari dell'attuale maggioranza a palazzo Gambacorti hanno preso tempo con una nota vergata insieme. Andrea Ferrante (Pd), Silvia Marroni (IdV), Rolando Vivaldi (Psi) e Filippo Torrigiani (lista civica) scrivono: «Come avverrà a livello nazionale e come è già avvenuto finora in tutto il paese, anche a Pisa sarà la coalizione a stabilire collegialmente le sue regole. Al momento giusto, una volta definiti con chiarezza programmi, proposte e alleanze politiche». I segretari, a proposito di «larghe coalizioni» precisano: «Auspichiamo che questo possa avvenire anche a Pisa». Ma pongono delle premesse a condizione. A parte la conferma di Filippeschi, anche la «condivisione sulle cose da fare, a partire dal "Programma di mandato" e dagli sviluppi che ha avuto». Insomma l'ingresso di Sel «presuppone un giudizio politico chiaro sull'esperienza dell'amministrazione in carica, come quello già espresso dalle forze che compongono l'alleanza».
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