Sicurezza
La 'nuova' Normale: dalla ricerca pura a quella applicata
Giovanni Parlato
◗
Fabio Beltram, direttore della Scuola Normale 3 MINUTI DI LETTURA
PISA. Il direttore della Scuola Normale Superiore, Fabio Beltram, sorride come se avesse innato il senso del fair-play. «Noi, isolati in una torre d'avorio? No, non è vero». La domanda voleva essere una provocazione per aprire il tema di come la Scuola si sta ponendo di fronte ai (duri) tempi che corrono. «Nel passato - spiega il direttore -, la Scuola forse ha oscillato fra essere un'accademia e un luogo di formazione: da tempo abbiamo decisamente sposato la seconda strada». Fabio Beltram è un fisico della materia, il Nest, il Centro di ricerca in nanoscienze, è una sua creatura. In questo ambito la Scuola offre corsi di perfezionamento all'avanguardia come Biofisica molecolare e Fisica della materia condensata, ma ha anche aperto a corsi di laurea come Chimica e tecnologia farmaceutica. Tuttavia si guarda anche oltre, a quel difficile raccordo fra le scienze esatte come la matematica e il mondo della finanza con le sue regole da cui è nato il corso di perfezionamento di Matematica finanziaria. La Scuola Normale guarda sempre più con attenzione al mondo circostante, lo studioso isolato è una figura ottocentesca tramontata da tempo, qui, a Palazzo della Carovana. La curiosità di guardare al nuovo, alle affascinanti sfide della ricerca pone la scuola d'eccellenza pisana a confrontarsi ogni giorno con i propri limiti. E l'attenzione verso la nanoscienza ne è un esempio. «Vede - spiega Beltram - in genere è la tecnologia che nasce dalla scienza, mentre in questo caso siamo di fronte al percorso inverso: è una scienza che è nata dalla tecnologia: per capire e modificare la natura ci siamo dotati di strumenti per entrare in questo campo così competitivo. Proprio perché abbiamo voluto raggiungere la dimensione che ci permetta di essere competitivi a livello internazionale abbiamo stretto accordi con il Cnr e l'Iit di Genova. Abbiamo fatto una scelta strategica con partner esterni che sta portando anche altri effetti positivi come spin-off e ricadute sul territorio». Dalla ricerca pura, la Scuola Normale sta sconfinando anche nella ricerca applicata ed è questa la vera novità che viene rafforzata dalla gestione di Fabio Beltram, eletto direttore un anno fa. E in questa direzione si colloca anche l'arrivo di un chimico illustre come il prof. Vincenzo Barone a Pisa. «Il prof. Barone - dice il direttore - ha una forte sensibilità ai problemi moderni, è un forte attrattore che arricchisce anche altri settori scientifici della Scuola. Ricerca applicata? Quando si fa buona ricerca, ricerca al più alto livello, facilmente, anche involontariamente vi sono ricadute nelle applicazioni». A Fabio Beltram chiediamo come la sua gestione si collochi rispetto alla direzione precedente di Salvatore Settis, quanto sia in continuità. «Ci sono dei principi che sono l'anima della Scuola e trascendono sia la gestione Settis che la mia - risponde il direttore Fabio Beltram -. E mi riferisco alla condivisione di valori come il merito, la valorizzazione del talento, la ricerca come strumento per la formazione. Noi formiamo i nostri allievi su sfide di cui non conosciamo le soluzioni. Questo approccio è stato probabilmente avviato dal direttore Bernardini, ma pienamente attuato con Settis ad esempio, con la creazione di laboratori importanti. Su questa strada stiamo continuando e abbiamo ora delle opportunità in più che ci derivano dalla legge 240, dalla legge Gelmini».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
