La manifestazione
Dopo lo scontro di lunedì in consiglio
Patto per la sicurezza ancora schermaglie a colpi di documenti
Gianluca Campanella
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PISA. La discussione sul Patto per la sicurezza non si esaurisce con il "tempo scaduto" che martedì sera ha fermato, da regolamento, i lavori del consiglio comunale. Ma ripartirà presto da tre punti fermi: la mozione d'ordine di Ranieri Del Torto, capogruppo Pd, per portare gli ordini del giorno nelle commissioni seconda (politiche sociali) e quarta (affari istituzionali) in seduta congiunta; l'odg presentato da Carlo Scaramuzzino, capogruppo Sel, e «congelato» prima del voto; infine, la bocciatura dei quattro odg del Pdl. Nelle quattro ore di dibattito, in sala delle Baleari si sono distinte due scuole di pensiero, che si possono esemplificare nello scambio di battute tra i consiglieri Paolo Mancini (Pdl) e Carmine Zappacosta (Pd): mentre il primo raccontava il «degrado in zona stazione, di gente nuda stesa sul prato che getta rifiuti ovunque», l'altro gli ha ricordato che «per invocare l'arrivo delle forze dell'ordine quelle persone devono "prima" commettere un reato, che dalla tua descrizione non si ravvisa». Mancini ha concluso: «Conta anche la percezione di sicurezza». Sel è all'opposizione in consiglio, ma nel caso specifico la vede in modo molto vicino al Pd: nel suo odg, infatti, si legge che «esistono situazioni critiche e non si deve abbassare la guardia, ma non si usi la percezione di insicurezza per interventi restrittivi». Il documento si conclude chiedendo di «distinguere illegalità da marginalità sociale; collaborare con le forze dell'ordine per rafforzare la prevenzione del crimine; far entrare appieno nell'area di cittadinanza le comunità straniere».
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