Finanza
Scavi e pilastri, ecco come sta nascendo
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Ecco come sarà la passeggiata e una parte del porto3 MINUTI DI LETTURA
MARINA. È come vedere uno scheletro. Solo che invece della medicina, bisogna occuparsi di ingegneria. Ingegneria idraulica. Il porto di Pisa dopo un anno, mostra i segni della crescita. Scavi, pilastri di calcestruzzo, paratie, un pontile ricoperto da assi di legno, blocchi di cemento armato che formeranno le banchine, la massicciata su cui si potrà passeggiare. Il viaggio all'interno del cantiere fa capire quanto sia complesso il lavoro. La prima sosta è di fronte alla banchina sud vista longitudinalmente. Dapprima è difficile orientarsi. «Siamo dove una volta c'era un pezzo di via Maiorca», ci suggerisce Paolo Mancini, consigliere comunale del Pdl, e marinese doc che, prima con la sorella Virginia, ricordava «... in questa curva ci cascai con la moto», «... e io ti sono venuta a prendere», dice la sorella a capo del consiglio territoriale di partecipazione del litorale. Per chi da queste parti c'è nato, come Paolo e Virginia Mancini, quest'area messa sottosopra dalle ruspe e dalle escavatrici è un tuffo nei ricordi. Le fotografie del passato si sovrappongono fino alla realtà odierna. La banchina sud che abbiamo davanti agli occhi è al momento un enorme blocco di cemento. Qui l'acqua del mare raggiungerà i tre metri e mezzo di profondità «ma ci sono punti - spiega uno tecnici della Cmc - in cui la profondità sarà di cinque metri e potranno attraccare anche yacht di 40-50 metri». La banchina est, invece, è un enorme scavo in attesa che gli operai costruiscano pilastri di calcestruzzo che affonderanno nel terreno per 18 metri. La seconda tappa è sul punto da dove comincerà la passeggiata di 650 metri sotto cui ci saranno i garage. Dapprima si vedono i pilastri (che qui sono già stati piantati) e dove ci sarà una banchina da dove partiranno i pontili dai 30 ai 70 metri. E da qui, si può capire la giornata-tipo di un diportista: arriverà dal viale D'Annunzio, troverà un cancello e relativo controllo. Entrerà, scenderà sotto ai garage e dopo avere sistemato l'auto si avvierà verso la barca: un varco lo porta alla banchina. Da quando avrà oltrepassato il cancello a quando sarà in barca, ci vorranno sì e no quindici minuti e dopo una mezzora sarà con le vele spiegate in mare aperto. La terza tappa è stata là dove ci sarà l'ingresso del porto. Siamo a due passi dal bar "La rosa dei venti" e dal ristorante "La taverna dei gabbiani". Il direttore del cantiere, Federico Verrè, spiega come sarà costruita la porta del porto: dove verranno costruiti i fari, come è stata posizionata la scogliera, «siamo a tre metri di altezza, ma dovremo arrivare a cinque», come questa terra ferma dove ora ci troviamo sarà presto un bacino portuale.
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