Il dolore
Muro contro muro in consiglio
Patto sicurezza, il Pdl contro tutti
Enrico Santus
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PISA. Dopo quattro ore di discussione sul Patto di sicurezza, ieri sera alle 20,45 il consiglio comunale si è aggiornato alla prossima seduta respingendo tutti gli ordini del giorno sull'argomento che erano stati presentati dal Pdl. Pd e Sel avevano appena ritirato i propri e Fli si è detta disponibile ad approfondire la questione in altre sedi. Il dibattito è stato a tratti molto teso e confuso. In mattinata il Pdl in conferenza stampa era tornato ad attaccare il sindaco Marco Filippeschi sulla sicurezza. Secondo i consiglieri di minoranza la giunta non avrebbe adempito integralmente agli impegni presi nel "Patto per Pisa sicura" stipulato un anno fa con la Provincia di Pisa, la Regione Toscana e la Prefettura. In particolare, viene contestato all'amministrazione di non aver realizzato un efficace sistema di video-sorveglianza e di non aver proceduto alla manutenzione della rete di illuminazione e delle aree di verde pubblico, lasciando così ampio margine al degrado. Un degrado che, tuttavia, non trova riscontro nei dati diffusi da questura e carabinieri, che parlano di diminuzione dei reati. «È la percezione che conta - replica Filippo Bedini - perché, come nel caso delle biciclette, c'è una grande differenza tra il numero di furti compiuti e quelli denunciati». «Il "Patto per Pisa sicura" è un bel documento, ma se rimane sulla carta non ha nessuna utilità», commentato Riccardo Buscemi. Il Pdl per rispettare il patto propone che l'amministrazione istituisca una sala operativa che tenga sotto controllo le 50 telecamere presenti in città (30 già istallate e altre 20 prossime ad esserlo), fungendo da sentinella per far intervenire le volanti in tempo e non a reato compiuto. Inoltre, i consiglieri chiedono che l'organico della Polizia Municipale sia aumentato a 150 unità, finanziando l'operazione attraverso i proventi delle sanzioni amministrative e sfruttando la mobilità interna. Ancora, gli agenti dovrebbero essere dotati di un piccolo manganello e uno spray urticante per potersi difendere da eventuali aggressioni. «In questo caso - afferma Diego Petrucci - chiediamo "tolleranza zero" da parte dell'amministrazione e la costituzione come parte civile».
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