Il Tirreno

Pisa

Mense d'ateneo, il Dsu prende tempo

G.C.
Studenti in una mensa universitaria
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Studenti in una mensa universitaria

«I prossimi cda non discuteranno della privatizzazione»

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 PISA. Il Dsu Toscana, azienda regionale per il diritto allo studio, prende tempo in merito alla possibilità di privatizzare le mense universitarie. In una nota scrive che l'argomento «non è all'ordine del giorno delle prossime determinazioni del proprio consiglio d'amministrazione», come peraltro già riportato domenica sul "Tirreno", in un articolo che descriveva la possibilità di esternalizzare le strutture.  L'azienda, che gestisce i servizi di ristorazione in tutte le città toscane sedi d'ateneo, aggiunge anche di aver bandito un concorso per «l'assunzione di 14 unità di personale a "tempo parziale" con il profilo di operatore specializzato»: i vincitori saranno assegnati «operativamente alle mense a gestione diretta del Dsu e si andranno ad aggiungere agli oltre 20 assunti l'anno scorso».  Infine il presidente Marco Moretti ribadisce che «è obiettivo prioritario dell'Azienda potenziare i servizi attualmente erogati - come per esempio l'aumento dei posti letto a Pisa - cercando di razionalizzare al meglio i costi di gestione».  Il Dsu Toscana stesso è nato per risparmiare, unificando i tre Dsu di Pisa, Firenze e Siena. E negli anni ha dovuto fronteggiare erogazioni ministeriali sempre più "corte" al punto che, in sede di stesura del bilancio preventivo 2011, nello scorso mese di dicembre aveva pensato di privatizzare le mense riservate agli studenti. Alla fine, grazie a un contributo straordinario della Regione, la misura estrema è stata esclusa: sono state "salvate" tutte le borse di studio e in città è stato decisa la chiusura serale della struttura di ristorazione in via Betti, che al momento è rimasta in attività solo per erogare i pranzi.  Resta il fatto che i fondi per il 2012 saranno ulteriormente tagliati; circolano varie voci sulle azioni da intraprendere per fronteggiare il nuovo calo: si parla di chiusura definitiva di quella mensa, ma questa non trova conferme ufficiali e pertanto non è stata riportata. Si parla di rimodulazione delle tariffe dei pasti, in base al reddito degli utenti: anche la presenza di questa è smentita dal calendario del cda, ma si legge negli «obiettivi» presentati in un documento interno per i dirigenti del Dsu.  La privatizzazione: non sarà domani, come precisato nell'articolo a cui si riferisce la nota dell'azienda; ma è stata una possibilità già considerata nel passato e, in via informale, continua a non essere esclusa da numerose e concordanti fonti. Infine, ma non ultimo, è stata anche un'ipotesi di lavoro prospettata ai sindacati.

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