Proteste
Imprenditore nei guai per truffa
Paolo Nencioni
L'ex compagna dice di aver fatto da prestanome
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PRATO. Lui, lei e la trans. C'è questo triangolo al centro di un insolito processo in corso davanti al giudice monocratico Giulia Landini che vede come imputato un imprenditore pisano di quarantasette anni, accusato di truffa nei confronti dell'ex convivente, una transessuale cinquantenne di origini siciliane che lo ha querelato sostenendo di essere stata usata come prestanome in una società di import-export con sede legale a Prato. E di averne poi subito le conseguenze quando la società ha avuto delle difficoltà economiche. Successivamente l'imprenditore si è sposato con una signora pisana, dalla quale si è però già separato. Ieri, assente l'imputato (che è difeso da Cristina Menichetti), sono stati sentiti entrambi, la transessuale e la moglie, che hanno ricostruito le tappe dell'insolita vicenda. Racconta la transessuale di aver conosciuto l'imprenditore nel marzo del 2003 quando, parole sue, faceva la escort a Firenze. Inizia una relazione che mescola sentimenti e affari, i due vanno a vivere insieme a Pisa e la trans viene nominata amministratrice unica dell'azienda con sede a Prato. In questo ruolo firma anche delle fideiussioni per l'azienda, presentandosi in banca con un biglietto da visita in cui si spaccia per medico chirurgo specializzato in psichiatria. Le cose all'inizio vanno bene, la ex escort gira con costose Bmw e Range Rover, ma poi emergono le prime difficoltà economiche che vanno di pari passo con quelle sentimentali. Nell'estate del 2006 la coppia di fatto si separa. L'imprenditore conosce una geometra e in meno di un mese le chiede di sposarlo. Di lì a pochi mesi nascerà un bambino. Nel frattempo l'azienda di Prato va male e le banche vanno a cercare chi ha firmato le fideiussioni. La trans - prosegue la sua versione - cade dalle nuvole. Nega di aver firmato certe carte e sporge querela contro l'ex convivente. Della faccenda si occupa prima la polizia, che acquisisce una grande mole di documenti bancari, e poi la sezione di polizia giudiziaria della Finanza presso la Procura di Prato (ieri è stato sentito il maresciallo Mori) che tira le conclusioni dell'inchiesta. Per la Procura c'è il sospetto che ci sia stata effettivamente una truffa ai danni della trans e parte la citazione in giudizio. Ieri è stata sentita anche l'ex moglie dell'imprenditore, già separata e in attesa del divorzio. Anche lei si era fatta conquistare dal fascino dell'uomo, col quale era andata subito in crociera alle Maldive. Poi però aveva sospettato che lui le raccontasse delle bugie e il rapporto era finito. Il processo riprenderà il 14 novembre con la testimonianza dei direttori di banca che dovrebbero chiarire gli aspetti finanziari della vicenda.
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