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I sindacati: tuteleremo chi si rivolge al fisco
G.C.
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PISA. Uno strano virus colpisce i proprietari di immobili in città: molti studenti universitari segnalano «un'insolita fretta» dei locatori a regolarizzare i loro contratti d'affitto. E se qualcuno resta in zona grigia o addirittura a nero, i sindacati degli inquilini sono disponibili a fornire tutela legale. All'Agenzia delle Entrate non sono ancora pronti i dati ufficiali, ma dopo la scadenza del 6 giugno si saprà quanto è consistente il fenomeno, dovuto ai due mesi di tempo offerti dal federalismo municipale. Dal giorno seguente, Unione inquilini, Sicet e Sunia danno un consiglio preciso: rivolgetevi all'Ufficio del registro e procedete alla regolazione unilaterale del contratto. Certo, i sindacati restano disponibili a dare tutto il supporto dei propri uffici, ma la grande novità della recente normativa è la possibilità di denuncia diretta da parte dei conduttori, ovverosia da coloro che vivono in affitto. Gli inquilini riceveranno un grosso sconto sul canone, in cambio della "soffiata"; ma i sindacati non hanno al momento ancora ricevuto alcuna offerta di consulenza. E le possibili spiegazioni sono due: o la gente non lo sa, oppure non vuole andare alla guerra contro i proprietari. Infatti, le categorie di persone che vivono in affitto hanno esigenze diverse: le famiglie cercano un posto dove vivere il più a lungo possibile; mentre gli studenti universitari sanno che il loro passaggio a Pisa è temporaneo (dopo andranno altrove o si trasformeranno in famiglie e comunque cambieranno dimora). Ma nessuno ha interesse a rovinare i rapporti, nonostante la prospettiva di usufruire d'ufficio di un contratto per quattro anni, rinnovabile altri quattro, a prezzo "politico". Pertanto Daniele Cosci di Sicet commenta: «Capisco che la legge sia penalizzante per i proprietari, ma ho forti dubbi sulla sua applicabilità». Ciò che molti temono, ma nessuno ha il coraggio di dire, è quello che succederà tra un anno: ok, in caso di mancata registrazione del contratto la legge stabilisce il canone di locazione annua al triplo della rendita catastale, otto anni di contratto e un adeguamento Istat pari solo al 75% della variazione dei prezzi al consumo. Ma nessuno può imporre a una famiglia di restare otto anni in un alloggio, se cambia idea o esigenze; e allo stesso modo nessuno può imporre a un proprietario di "tenersi" gli inquilini. E se per vendetta quest'ultimo dopo un anno disdice?
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