Attenzione
Mense verso la privatizzazione
◗
Studenti pranzano alla mensa universitariaIl Dsu progetta di far gestire all'esterno le strutture di ristorazione
2 MINUTI DI LETTURA
PISA. «Si va verso la gestione indiretta dei servizi». La frase, pronunciata durante l'ultima assemblea del personale delle mense universitarie, ha messo tutti in allarme. Ora al Dsu Toscana, azienza regionale per il dirito allo studio, si affrettano a definire prematuro il parlarne. Ma il progetto di privatizzazione non è escluso. Il momento della verità è a fine giugno, quando la giunta regionale varerà una delibera per stabilire i criteri stringenti che definiscono i servizi del Dsu e i parametri delle borse di studio. Ma davvero è presto per affrontare il tema? All'apparenza tutto è fermo: in cda la questione non è ancora stata portata a livello di confronto; e i sindacati preferiscono non parlare. Il presidente Marco Moretti minimizza: «La nostra prioprità è aumentare i posti letto a Pisa. Nel bilancio preventivo dell'anno scorso avevamo parlato della privatizzazione, ma poi l'abbiamo esclusa». Però i fatti raccontano una storia diversa. Vediamoli. Il cda in realtà sta aspettando l'approvazione di uno dei tanti decreti attuativi che accompagnano la riforma Gelmini degli atenei: in particolare quello che definisce i Lep, livelli essenziali di prestazione. La qualità del servizio di ristorazione a Pisa è molto alta: va da sé che costa anche parecchio. Se a Roma dovessero accontentarsi di molto meno, sarebbe inevitabile per la Regione, che ha in mano i cordoni della borsa, chiedere un taglio. "Molto meno" significa, per esempio, cibi precotti anziché freschi; e code più lunghe alle linee di distribuzione. Sul primo punto ci sono studi che garantiscono proprietà nutrizionali identiche; ma il secondo non si traduce solo in disagi per gli utenti, perché le file si formano quando il personale è in numero minore. Ecco, le ricadute occupazionali potrebbero essere notevoli. E qui arriviamo al secondo fatto. Le rappresentanze sindacali pisane non rilasciano dichiarazioni ufficiali per una forma di correttezza nei confronti delle analoghe rsu di Firenze e Siena (le altre due università toscane, che pertanto rientrano nell'orbita del Dsu): infatti è in corso una mediazione per trovare una risposta unitaria e non si vogliono comprometterne gli esiti. La privatizzazione di tutti o parte dei servizi coinvolge anche le altre realtà accademiche e le rsu non vogliono dividersi. Già all'inizio di quest'anno erano partiti i ridimensionamenti dei servizi: dal governo nazionale erano arrivati circa 7 milioni in meno; Dsu e Regione Toscana avevano dato priorità alle borse di studio. Gianluca Campanella ALTRO SERVIZIO a pagina 11
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
