Il Tirreno

Pisa

E per attrarre clienti ecco l'happy hour

Marco Moretti presidente del Dsu e la residenza Praticelli
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Marco Moretti presidente del Dsu e la residenza Praticelli

Dal 13 giugno aperitivi a prezzo politico riservati agli universitari

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PISA. "Happy hour" alla pisana. Se nei pub inglesi l'espressione indica i sessanta minuti in cui i cocktail si pagano a metà e in Italia ormai è sinonimo di aperitivo, dal 13 giugno al 15 luglio avrà un nuovo significato nella mensa universitaria di via Cammeo: solo per gli studenti, al prezzo di tre euro, c'è la possibilità di sorseggiare una bevuta alcoolica e di mangiare gli stuzzichini preparati dai cuochi. I "clienti" possono entrare e uscire quante volte vogliono: viene loro applicato al polso uno speciale braccialetto, simile al tipo usato nelle discoteche, che permette l'identificazione e l'illimitata fruizione di pizzette, tartine e altri manicaretti.  Ma come: a gennaio è stato chiuso il turno serale della mensa di via Betti e ora aprono la struttura vicino alla Torre (che ha sempre fatto solo pranzi)? Sì, perché sempre a gennaio la tariffa del pasto completo è passata da 2,50 a 3 euro e l'affluenza generale si è abbassata. In attesa di un'altra possibile flessione, si prova la formula sperimentale dell'aperitivo per incentivare le presenze.  Il potenziale crollo che preoccupa il Dsu Toscana, l'azienda regionale per il diritto allo studio che gestisce il servizio di ristorazione, sarebbe infatti conseguenza del progetto di rimodulare ancora il prezzo dei pasti. Forse già da settembre 2011, e comunque entro un anno, si passerà al ticket in base al reddito. Ora ci sono solo due tipologie di studenti: vincitori di borsa di studio, che mangiano gratis; e resto del mondo, che paga i famosi tre euro. Come avviene per altri grandi atenei, le fasce potrebbero allinearsi a quelle previste dall'Università di Pisa per il calcolo delle tasse: con aumenti per tutti o quasi.  Sono misure quasi obbligate per il Dsu, di cui è presidente Marco Moretti: i sacrifici già operati sono il risultato dei tagli milionari scelti dal governo nazionale, che si riproporranno in forma più pesante nel prossimo esercizio finanziario. Però ogni ritocco del listino si ripercuote sull'ampiezza della platea raggiunta dal servizio.  Una curiosità: la sola mensa che mantiene costante il numero di ingressi è l'unica affidata in appalto e non sotto il controllo del Dsu: quella in via Praticelli. La probabile spiegazione: la struttura è fuori città e integrata con l'omonimo pensionato studentesco; pertanto si rivolge soprattutto a chi non ha comode alternative. Non solo: i "praticelliani" sono tutti borsisti e quindi non pagano.  Restiamo sui cocktail di via Cammeo: un ritorno al passato o quasi. Qualche tempo fa, le spine delle mense erogavano tra le bevande anche una vituperata birra chiara: i ragazzi la chiamavano «sciacquatura di piatti», ma arrivava a qualche grado etilico e quindi le restava un certo appeal. Scomparsa dai radar all'improvviso, qualcuno sentenziò che il Dsu aveva eliminato la tentazione diabolica. Impossibile fare pronostici sulla qualità del venturo Negroni; ma ora sappiamo che dietro il "mistero della bionda" non c'erano crociate salutiste.

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