«Avvertiti in ritardo», la rabbia dei 4mila del Galilei
Dopo il ko del Galilei, lo sfogo dei 4mila rimasti a terra: «Noi abbandonati da Sat e Ryanair». L'ordigno inglese da 250 libbre risalente alla Seconda guerra mondiale verrà rimosso forse lunedì
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PISA. Una bomba inglese da 250 libbre ha tenuto a terra 36 aerei e 4mila passeggeri. La bomba è della seconda guerra mondiale ma i suoi danni li ha fatti ora, visto che all’aeroporto Galilei c’è stato un black-out di voli di oltre 12 ore tra l’altra sera e ieri mattina. Al momento la bomba, rinvenuta durante i lavori di ampliamento di una pista, è stata tumulata con terra e sassi e lì rimarrà fino a lunedì, giorno in cui in Prefettura si deciderà dove e quando farla brillare.
Se l’ordigno è stato seppellito, ad esplodere invece è la rabbia dei passeggeri a cui sono stati cancellati i voli. Il bersaglio delle loro invettive è fondamentalmente la mancata e tempestiva informazione data dalla compagnia low-cost Ryanair così come anche Sat, società di gestione dello scalo pisano, non viene risparmiata dagli strali dei passeggeri. Le persone a cui è stato cancellato il volo si sono dovute mettere in fila alla biglietteria della Sat, già alle 5 di ieri mattina, e con soli tre sportelli aperti, la coda alle 9 era un serpentone di decine e decine di metri. «Non potrebbero aprire un altro sportello? Non ce la facciamo più a stare in piedi», sbotta un passeggero che doveva andare ad Alghero con il volo delle 6,30 e che si era presentato in aeroporto già alle 5. «Non ci è stato dato un goccio d’acqua! Ed al bar, se ci si presenta con un pezzo da 20 euro ci dicono che non hanno da farci il resto perché c’è stato l’assalto», racconta un passeggero che doveva andare a Bari. Due ragazze che dovevano partire per Parigi hanno fatto una coda di oltre 3 ore e raccontano: «Ci hanno detto che dobbiamo prendere a nostre spese, un treno per Roma alle 18 e poi partire da lì». Tutti ci mostrano l’sms che hanno ricevuto da Ryanair, un messaggino sul cellulare che annunciava la cancellazione del volo. Peccato però che l’sms era arrivato un’ora dopo la “presunta” partenza.
Un altro passeggero era lì dalla notte precedente e dice: «Da Leeds, dove lavoro, dovevo arrivare a Pisa e poi partire per Bari, ma ci hanno fatto fare scalo a Bergamo a causa di questa bomba e dopo tre ore di attesa, ripeto tre ore di attesa con anziani e bambini, la Ryanair ci ha messo su un bus per Pisa ed ora sono ancora in coda per sapere se partirò per Bari». Due giorni di viaggio per arrivare a Bari sono quasi un record.
Un giovane professionista pisano che lavora da anni a Londra, ha dovuto fare il biglietto Ryanair due volte senza comunque poter partire negli orari previsti. «Il mio volo - dice il giovane - è stato cancellato giovedì sera quindi mi sono collegato ad Internet per partire con il primo volo della mattina di venerdì, ma niente, è stato cancellato anche quello».
v Tornando all’ordigno è stato appurato che si tratta di una bomba inglese di 250 libbre ancora attiva. Dalle successive verifiche del nucleo artificieri dell’esercito, il terrapieno approntato tempestivamente durante la notte è risultato idoneo alla messa in sicurezza della pista di volo, consentendo la pronta riapertura dello scalo aeroportuale al traffico aereo civile e militare già a partire dalle 11 circa. Stando ad una nota di Sat, l’aeroporto ha risposto con immediatezza all’improvvisa emergenza, garantendo una pronta assistenza ai passeggeri coinvolti. La bomba comunque tornerà a far parlare di sé da lunedì e l’ipotesi più plausibile è che venga trasportata in una cava, forse quella dove è già stata fatta brillare pochi giorni fa quella rinvenuta a Marina di Pisa. © RIPRODUZIONE RISERVATA
Se l’ordigno è stato seppellito, ad esplodere invece è la rabbia dei passeggeri a cui sono stati cancellati i voli. Il bersaglio delle loro invettive è fondamentalmente la mancata e tempestiva informazione data dalla compagnia low-cost Ryanair così come anche Sat, società di gestione dello scalo pisano, non viene risparmiata dagli strali dei passeggeri. Le persone a cui è stato cancellato il volo si sono dovute mettere in fila alla biglietteria della Sat, già alle 5 di ieri mattina, e con soli tre sportelli aperti, la coda alle 9 era un serpentone di decine e decine di metri. «Non potrebbero aprire un altro sportello? Non ce la facciamo più a stare in piedi», sbotta un passeggero che doveva andare ad Alghero con il volo delle 6,30 e che si era presentato in aeroporto già alle 5. «Non ci è stato dato un goccio d’acqua! Ed al bar, se ci si presenta con un pezzo da 20 euro ci dicono che non hanno da farci il resto perché c’è stato l’assalto», racconta un passeggero che doveva andare a Bari. Due ragazze che dovevano partire per Parigi hanno fatto una coda di oltre 3 ore e raccontano: «Ci hanno detto che dobbiamo prendere a nostre spese, un treno per Roma alle 18 e poi partire da lì». Tutti ci mostrano l’sms che hanno ricevuto da Ryanair, un messaggino sul cellulare che annunciava la cancellazione del volo. Peccato però che l’sms era arrivato un’ora dopo la “presunta” partenza.
Un altro passeggero era lì dalla notte precedente e dice: «Da Leeds, dove lavoro, dovevo arrivare a Pisa e poi partire per Bari, ma ci hanno fatto fare scalo a Bergamo a causa di questa bomba e dopo tre ore di attesa, ripeto tre ore di attesa con anziani e bambini, la Ryanair ci ha messo su un bus per Pisa ed ora sono ancora in coda per sapere se partirò per Bari». Due giorni di viaggio per arrivare a Bari sono quasi un record.
Un giovane professionista pisano che lavora da anni a Londra, ha dovuto fare il biglietto Ryanair due volte senza comunque poter partire negli orari previsti. «Il mio volo - dice il giovane - è stato cancellato giovedì sera quindi mi sono collegato ad Internet per partire con il primo volo della mattina di venerdì, ma niente, è stato cancellato anche quello».
v Tornando all’ordigno è stato appurato che si tratta di una bomba inglese di 250 libbre ancora attiva. Dalle successive verifiche del nucleo artificieri dell’esercito, il terrapieno approntato tempestivamente durante la notte è risultato idoneo alla messa in sicurezza della pista di volo, consentendo la pronta riapertura dello scalo aeroportuale al traffico aereo civile e militare già a partire dalle 11 circa. Stando ad una nota di Sat, l’aeroporto ha risposto con immediatezza all’improvvisa emergenza, garantendo una pronta assistenza ai passeggeri coinvolti. La bomba comunque tornerà a far parlare di sé da lunedì e l’ipotesi più plausibile è che venga trasportata in una cava, forse quella dove è già stata fatta brillare pochi giorni fa quella rinvenuta a Marina di Pisa. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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