La manifestazione
IL CREDITO
Aumentano le imprese insolventi con le banche
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PISA. Altri indicatori significativi di una situazione economica che resta difficile sono quelli che escono dalle banche. Il 2010, nonostante alcuni segnali di miglioramento, secondo l'analisi della Camera di Commercio non ha portato particolare sollievo sul fronte degli equilibri finanziari delle imprese pisane. Sono infatti ancora da evidenziare sia l'ulteriore aumento delle aziende - più 23% - entrate in procedura concorsuale (per insolvenze o rischio fallimento), sia la crescita delle sofferenze bancarie, che lo scorso anno hanno raggiunto il 4,1% dei prestiti. Si tratta di un dato, questo delle sofferenze, assai preoccupante: è superiore al 2,8% registrato dodici mesi prima e al 3,2% della media regionale. Di recente Unioncamere Toscana ha presentato uno studio che ha fatto il punto della situazione dell'economia regionale ad oltre due anni dall'esplosione della crisi internazionale. E' emersa una riduzione, dal 22 al 18%, del numero di imprese che ha fatto ricorso all'indebitamente bancario. A ciò si aggiunge il dato che solo il 30% delle imprese toscane ha chiesto fondi per effettuare investimenti. Resta ancora complicato, sempre secondo l'indagine di Unioncamere Toscana, il rapporto banca-impresa. La quota di aziende pisane che hanno segnalato maggiori difficoltà nell'accesso al credito è scesa dal 31 al 26%, però in regione si arriva addirittura al 19%, quindi ad una cifra decisamente inferiore. Se poi si considerano le imprese che effettivamente hanno richiesto un finanziamento, la percentuale salta al 52: ben 8 punti percentuali al di sopra della media regionale. Le principali cause di difficoltà sono spesso riconducibili a fattori non strettamente legati al costo, ad esempio garanzie reali e personali, che, nell'87% dei casi, sono uguali o superiori al fido richiesto; e anche la minore quantità di credito concesso rispetto alle richieste. Sul fronte degli interventi di sostegno al credito, nel 2010 la Camera di Commercio ha visto un impiego di 2,4 milioni di euro.
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