Il Tirreno

Pisa

Arriva la 26ª libreria ma c'è crisi

Lucia Maffei
Arriva la 26ª libreria ma c'è crisi

Il "Libraccio" scommette sulla voglia di cultura

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 PISA. Il Libraccio raddoppia. Alla sede di via del Carmine aperta nel 1997 si aggiunge la filiale specializzata nello scolastico in via Benedetto Croce, al posto della vecchia libreria Martini. Presenti all'inaugurazione il sindaco Marco Filippeschi e lo scrittore pisano di gialli Marco Malvaldi (nella foto), che ha firmato alcuni autografi.  Dall'ultimo bestseller ai Bignami per prepararsi all'esame di Stato, dai classici della filosofia a un Erodoto in offerta, il nuovo negozio (che ha anche un piccolo spazio cartoleria) è la 26esima libreria di Pisa. «Cercavamo un secondo punto vendita vicino alle scuole - spiega il titolare Giangi Marrali - e offriremo libri di scuola nuovi e usati e allo stesso tempo una selezione completa nei vari settori, dalle novità al tempo libero, diverficando l'offerta rispetto al punto vendita di via Del Carmine. Ce l'abbiamo fatta a espanderci perché siamo ben radicati nel territorio ma in generale aprire una libreria di questi tempi è da pazzi».  In effetti i dati sulle vendite di libri in città nell'ultimo mese non sono incoraggianti. I lettori pisani sembrano poco inclini a sperimentare, e preferiscono acquistare autori già noti o apprezzati.  «Praticamente soltanto Camilleri e le guide turistiche resistono. Siamo in un periodo di transizione piuttosto negativo per la diffusione dei prodotti editoriali», risponde Sabrina Porta della libreria Ghibellina.  Fatta esclusione per l'estate e le festività, dove tra regali e desiderio di sfizi si spende sempre un po' di più, la crisi si fa sentire. «Tra aprile e maggio dell'anno scorso vendevo almeno il 50% in più, ma in tempo di crisi la gente taglia libri e dischi - racconta Paolo Proietti di Tornalibro - Riesco a tenermi a galla grazie all'usato su internet».  Alla libreria Fogola di Corso Italia hanno una diversa teoria per spiegare la flessione delle vendite iniziata a metà aprile. «È colpa anche del caldo anomalo di questi giorni - sostiene Simona Genovesi - la gente non pensa a farsi una scorta di letture per l'estate perché è ancora presto, e allo stesso tempo non compra il libro rilegato da venti euro perché non vuole portarselo dietro durante l'occasionale giornata in spiaggia».

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