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Appello per non far ricoprire d'asfalto un pozzo medievale
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«Non ricopriamo quel pozzo medievale e quella massicciata risorgimentale con una gettata di cemento». Lo chiede il comitato «Vicini di casa», puntando i riflettori su un'antica piazzetta di Pisa, piazza San Giorgio, stretta fra il retro della Sapienza e il rettorato. «È sede - spiega Daniela Cappelletto, che in quella piazza vive e che fa parte del Comitato - della chiesetta di San Giorgio, inserita fra i siti di interesse del Fai». Durante i lavori di rifacimento della strada, dal sottosuolo sono emersi un pozzo medievale e una massicciata rinascimentale. «Perché non tenere queste cose visibili, non preservarle, non farle ammirare insieme alla chiesa e alla zona, inserita nel percorso dei cosidetti Uffizi pisani, nel progetto comunale di ristrutturazione dell'area Vettovaglie? Tanto più che la piazza è spesso meta turistica».
In effetti appena emersi i resti del pozzo e della strada è stata avvertita la soprintendenza ed è intervenuta la sezione archeologica. Repertata e catalogata la scoperta, come spesso avviene per i siti archeologici, l'area verrà ricoperta. «Se dovessimo tenere scoperti tutti i ritrovamenti fatti - spiega la responsabile del settore, la dottoressa Silvia Ducci - non si costruirebbe da nessuna parte, non si farebbe nulla. Si tratta di ritrovamenti interessanti, ma non di grande valore storico o artistico: sono reperti la cui presenza viene registrata e su cui comunque non vengono buttate massicciate di cemento, ma su cui viene posta una copertura geotessile che ne preserva l'integrità».
In effetti appena emersi i resti del pozzo e della strada è stata avvertita la soprintendenza ed è intervenuta la sezione archeologica. Repertata e catalogata la scoperta, come spesso avviene per i siti archeologici, l'area verrà ricoperta. «Se dovessimo tenere scoperti tutti i ritrovamenti fatti - spiega la responsabile del settore, la dottoressa Silvia Ducci - non si costruirebbe da nessuna parte, non si farebbe nulla. Si tratta di ritrovamenti interessanti, ma non di grande valore storico o artistico: sono reperti la cui presenza viene registrata e su cui comunque non vengono buttate massicciate di cemento, ma su cui viene posta una copertura geotessile che ne preserva l'integrità».
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