Trasporti
A terra e in cerca di alternative
Candida Virgone
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I pannelli elettronici con i voli cancellati e le file alle biglietterieChiusura imprevedibile, ma diversi passeggeri lamentano caos
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PISA. Sono passate poche ore dal ritrovamento dell'ordigno nei cantieri dell'aeroporto. Molti se ne sono andati, circa centocinquanta persone vagano disperate alla ricerca di una indicazione che dia qualche certezza nella hall del Galilei. Due dipendenti Sat arrivano alle 23 con un carrello da supermercato pieno di bottigliette d'acqua fresche. La tensione si taglia con il coltello. La gente se la prende con le compagnie, ma anche con l'aeroporto. All'imprevedibilità del ritrovamento di una bomba e alla necessità di chiudere i battenti ci pensano in pochi. Lamentano scarsa informazione e assistenza. «L'acqua l'ho chiesta io mezz'ora fa»: dice Cristiano, un ragazzo palermitano. I palermitani rimasti a terra sono tantissimi, come tantissimi sono i viaggiatori diretti in Scozia, chi per lavoro, chi per vacanza. «Ormai la vacanza è saltata - dice Caterina Mariotti, 56 anni, diretta ad Edimburgo con i figli -. Stiamo aspettando per riconvertire il biglietto. Speriamo». La coda è lunga. «Ryanair ha fornito dei numeri a cui rivolgersi - aggiunge Cristiano - ma sono come al solito 895 o 899 o numeri irlandesi, tutto squisitamente a pagamento, non è giusto». «Ho rifatto un biglietto per domani mattina, on line, ripagando, perché devo essere a tutti i costi in Inghilterra - dice un pisano che insegna a Londra -. L'ho fatto per le 10.10 perché l'aeroporto ha annunciato la riapertura dopo quell'ora, ma il bello è che sul sito della compagnia non c'è scritto che l'aeroporto è chiuso, per cui chi vuole può acquistare biglietti anche prima di quell'orario. Pazzesco». È arrabiatissima Simona Picciotto, milanese, maestra d'asilo ad Edimburgo. «Ci avevano promesso che ci avrebbero fatto partire da Genova, erano arrivati anche i bus per il trasferimento, ma poi è saltato tutto perché l'equipaggio in partenza dalla Liguria sarebbe andato fuori orario e non ha potuto attenderci. Per Edimburgo si parte solo sabato, martedì e giovedì e mi hanno detto che questi voli sono già pieni. Io devo rientrare al lavoro martedì.... Mi hanno fatto pagare 5 euro dall'aeroporto per collegarmi al sito, ma dopo mezz'ora il collegamento è scaduto senza che potessi cliccare il cambio di ticket. Sono nera». «Ci hanno detto che avrebbero messo delle brandine - racconta Monica Morello, parlermitana, cinquantenne, che doveva tornare a casa con il marito, Gabriele Di Maio -. Ma dicono che solo solo per bambini, anziani e donne incinte. Io sono venuta qui per una visita in clinica endocrinologica e non sto bene. Dove passerò la notte? All'inizio ci avevano detto che l'aeroporto a mezzanotte avrebbe chiuso i battenti e che non era prevista alcuna ospitalità in albergo». Lavina Scolaro ha 26 anni e fa il dottorato in antropologia a Siena: «Fortunatamente viene a prendermi un amico, perché sono rimasta senza soldi e non posso neanche collegarni on line per fare il biglietto». «Ci hanno tenuto un'ora e mezza sull'aereo - racconta Vito Scaturro, di rientro a casa, a Palermo, con la moglie che ha subito un intervento agli occhi al Santa Chiara -. Stavamo morendo di caldo. Alla fine hanno aperto il portellone e poi ci hanno fatto scendere dicendo che non partivamo più. Dovevamo partire da Genova, ora non si sa se riusciamo ad andar via alle 13.30 di venerdì». Personale di Sat passa invitando ad andare al bar a prendere il latte. Raccoglie l'invito una nonna scozzese, in viaggio con i figli e due nipotini, uno di tre anni, l'altro di pochi mesi. «Siamo in grande difficoltà»: spiega. La Sat allestisce un centinaio di brandine per la notte e sistema tutti, mentre le guardie giurate sorvegliano i bagagli, ma la tensione resta alta.
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