Sicurezza
Ordinata e tranquilla l'evacuazione dei 600 per far brillare la bomba
Donatella Lascar
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Le operazioni di evacuazione ieri mattina e la bomba esplode nella cava di Lajatico All'opera per il disinnesco gli artificeri del Genio L'esplosione nel pomeriggio alla cava di Lajatico
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PISA. Ieri mattina si sono svolte senza problemi le operazioni di evacuazione e disinnesco dell'ordigno bellico trovato durante i lavori di bonifica per la realizzazione del porto a Bocca D'Arno. Una bomba incendiaria di 280 chili rimasta sepolta per più di 60 anni vicino ad un marciapiede in via Barbolani. I 600 residenti nella zona rossa, compresa in un raggio di 350 metri da dove si trovava la bomba, hanno lasciato le loro case entro le 7.30 del mattino. Subito dopo e fino alle 8.30 forze dell'ordine e volontari, passando casa per casa, si sono sincerati che non vi fosse rimasto nessuno; per ulteriore sicurezza l'intera area è stata sorvolata anche da un elicottero della Guardia di Finanza. Nel frattempo in piazza Baleari era stato montato un punto medico avanzato e un posto di comando, dove il viceprefetto aggiunto, Francesco Martino, ha coordinato le operazioni. Presenti anche l'assessore alla protezione civile, Paolo Ghezzi, il capo della protezione civile del Comune, Luca Padroni, tutte le forze dell'ordine, la Pubblica Assistenza di Pisa, la Palp, la Misericordia, la guardia costiera e i vigili del fuoco. Gli artificieri si sono messi all'opera alle 9.30 e hanno concluso il disinnesco entro i 90 minuti cprevisti dal protocollo: la zona rossa è stata riaperta alle 11. Il dispolettamento è stato fatto dal 2º reggimento Genio Pontieri di Piacenza, incaricato di bonificare il centro-nord dai numerosi residuati bellici ancora esistenti e pericolosi come questo. Il capitano Pietro Pace, responsabile e coordinatore dell'operazione di disinnesco, ha spiegato che è stata usata una particolare chiave a razzo, e, una volta svitate le due spolette, la bomba è stata caricata su un mezzo dell'esercito e scortata dalle forze dell'ordine, dalla protezione civile e da un'ambulanza, fino ad una cava a Poggio Castellaro, nel comune di Lajatico, dove è stata fatta brillare alle 14. Il posto è stato scelto dagli artificieri dopo un sopralluogo. Infatti nella cava vi è un costone naturale intorno al quale è stato innalzato un terrapieno. Una volta depositata la bomba, sopra di essa è stata creata una camera di espansione con sacchi e tavolato per evitare l'effetto schegge. Allo scoppio, oltre al viceprefetto Martino, era presente anche il sindaco di Lajatico, Fabio Tedeschi. Nella cava i lavori sono ripresi regolarmente verso le 15.
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