Il dolore
Incrocio killer, appelli rimasti inascoltati
Giovanni Parlato
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Lanno scorso i cittadini avevano manifestato allincrocio di San Piero Una frequenza impressionante di incidenti, Comune e Provincia contro Anas e Salt
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SAN PIERO. Quell'incrocio è un appuntamento con l'incidente. Non c'è settimana che un'ambulanza debba andare a soccorrere un ferito, che i vigili urbani eseguino i rilievi, che un carroattrezzi non parta per rimuovere un'auto in mezzo alla strada. L'incrocio a San Piero, allo svincolo con la superstrada, è il primo in graduatoria fra gli incroci più pericolosi sul territorio comunale. Da anni, i cittadini (in centinaia hanno firmato una petizione nel corso di una Festa del Pd di San Piero), la facoltà di Agraria con la sede del Centro Avanzi, e le autorità (Provincia e Comune di Pisa) chiedono di realizzare un nuovo progetto che renda sicuro l'incrocio. Fino ad ora non si è arrivati a nulla. Ma, ora, sembra che qualcosa stia cambiando su questo svincolo su cui ci sono ben tre competenze: l'intersezione è dell'Anas, la bretella che dall'intersezione va fino all'autostrada è della Salt (la società autostradale) e la Provincia è competente per via Provinciale del mare, di fatto ai margini dell'incrocio. «Chiaramente, abbiamo consapevolezza del problema e abbiamo sollecitato Anas e Salt - dice Gabriele Santoni, assessore provinciale all'urbanistica - affinché si possa arrivare ad un protocollo d'intesa che possa chiarire a chi spetta intervenire e in che percentuale. Questo è il primo passo fondamentale per vincolare questi enti alle responsabilità che competono loro. Chiederò che sia fissata una data per incotrarci e discutere. E chiedreò che sia presente anche il Comune di Pisa ache se non ha una diretta competenza». Sul caso interviene anche David Gay, assessore comunale all'urbanistica. «Sono passati ormai quasi due anni - sostiene l'assessore - da quando il Comune di Pisa segnalò all'Anas la pericolosità dello svincolo a San Piero anche su sollecitazione di molti abitanti in quella zona a cui era chiara la necessità di intervenire con una modifica dell'incrocio. Successivamente incontrammo, con la Provincia, sia un rappresentante dell'Anas sia un rappresentate della Salt per chiedere un impegno in tal senso. Siamo riusciti così ad ottenere un progetto preliminare di una rotatoria all'intersezione tra la bretella autostradale e la Pisorno e una condivisione da parte dei due enti della necessità di intervenire». Tuttavia, tutto questo non basta e per Gay è necessario che «intervenga il ministero delle infrastrutture in modo che Anas inserisca nel proprio programma di lavori la rotatoria a San Piero e che siano avviate, al più presto, le procedure necessarie. Il Comune di Pisa, così come la Provincia, sono disposti a far la loro parte, anche firmando impegni precisi, ma è necessario che Anas e Salt trovino i finanziamenti necessari per mettere in sicurezza l'incrocio di San Piero.» Una parte non secondaria in questa vicenda spetta anche al Centro Avanzi di San Piero che si è impegnato a lungo al fine di un nuovo e sicuro incrocio. «Nel settembre 2008, il Centro Enrico Avanzi - spiega il prof. Giacomo Lorenzini che allora dirigeva il Centro - aveva organizzato il primo convegno nazionale sugli aspetti ingegneristici e paesaggistici delle rotatorie stradali. La manifestazione è stata l'occasione per donare alla cittadinanza un progetto di massima redatto da un gruppo di lavoro misto costituito da docenti della facoltà di Ingegneria (prof. Pratelli) e di quella di Agraria (prof. Vernieri) e relativo alla riqualificazione dello svincolo. La rotatoria proposta rispondeva a una serie di requisiti qualificanti in ordine alla sicurezza stradale, all'inserimento paesaggistico (siamo all'interno del Parco regionale) e alle buone pratiche manutentive, specialmente in termini di bilancio energetico e idrico». Volendo, un progetto su cui lavorare già esiste e non costa nulla.
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