Finanza
Lassessore critica leccesso di polemica dellex presidente
Gioco, soluzione per i debiti
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Lassessore Eligi anziano 2 MINUTI DI LETTURA
PISA. Si sgonfia il caso dei debiti del Gioco del ponte pagati attraverso un pignoramento dei beni di beni di Nicola Piegaja, titolare dell'Hotel Victoria, ed ex presidente della Fondazione. A fare chiarezza l'assessore Federico Eligi. «Evidentemente l'ex presidente ha lasciato che le varie ingiunzioni di pagamento arrivassero fino al pignoramento - spiega l'assessore alle manifestazioni storiche -. Stiamo parlando in particolare di una ditta che per una cifra di poco inferiore ai 3mila euro, ha scelto le carte bollate per vedersi corrisposto quanto dovuto». L'assessore spiega come si sia giunti ad una tale situazione: «I conti per la liquidazione della Fondazione Gioco sono stati consegnati al Comune solo una decina di giorni fa - insiste Eligi -, dopo due anni dalla chiusura formale. È del tutto evidente che senza questi calcoli non potevamo certo ripianare i debiti. Non per colpa del Comune, quindi. Solo in presenza del bilancio certificato dal commissario liquidatore della Fondazione possiamo riconoscere tale debito e corrispondere quanto previsto». Stiamo parlando del debito che la Fondazione ha accumulato fino al 2009, ultimo anno in cui ha gestito direttamente il Gioco. Ancora Eligi: «Debito che riguarda la gestione della manifestazione, cifre che il Comune avrebbe speso se l'avesse organizzata direttamente come è tornato a fare dall'anno scorso». L'assessore alle manifestazioni storiche non accetta però il ruolo di colpevole. «Diciamo che la gestione della chiusura della Fondazione non è stata veloce e non per colpe del Comune. A testimonianza di questo, il fatto che la cifra del debito era già stata calcolata dagli uffici ed inserita nel bilancio comunale. Ovviamente non poteva essere erogata se non prima della certificazione ufficiale». La conclusione di Eligi. «Credo che Piegaja non possa imputare niente al sottoscritto, visto l'impegno che ho profuso nella fase conclusiva dell'esperienza della Fondazione. Forse, da parte sua, l'intera vicenda poteva essere gestita in maniera diversa per non coinvolgere i beni personali, visto le garanzie che proprio il sottoscritto aveva più volte dato sulla copertura dei debiti».
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