Il Tirreno

Pisa

Ateneo, taglio alle tasse degli studenti

Enrico Santus
Ateneo, taglio alle tasse degli studenti

Diminuiranno per chi ha un reddito familiare compreso fra 17 e 40mila euro

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PISA. Ci siamo. Il rettore ha mantenuto la parola e con lui il consiglio d'amministrazione: dal prossimo anno diminuiranno le tasse per gli studenti. Ma ci sono dei ma. Cioè, non per tutti. La delibera del cda "premia" gli studenti di famiglie meno abbienti.  A beneficiare del taglio saranno, in particolare, gli studenti che rientrano nella fascia di reddito media, ovvero quella compresa tra i 17mila e i 40mila euro di Isee. Il consiglio d'amministrazione, riunito ieri, ha infatti deliberato la suddivisione di questa fascia in due fasce minori: la prima, che andrà dai 17mila ai 25mila euro, sarà quella che godrà delle maggiori riduzioni; mentre la seconda, che comprende i redditi tra 25mila e 40mila euro, godrà di minori benefici.  Durante il consiglio si è inoltre deciso di ridurre il costo di iscrizione per corsi singoli da 25 a 15 euro a credito formativo. Questa norma favorisce quei neo-laureati che necessitano di crediti in settori specifici per poter accedere ai concorsi. In questo senso, è stata anche aumentata la quantità di crediti acquisibili in un anno: da 15 a 30.  Per i cosiddetti "studenti inattivi", ovvero quegli studenti che - pur essendo iscritti - non acquisiscono nemmeno 5 crediti formativi in un anno accademico, è stato deciso di ridurre la maggiorazione delle tasse dal 50% attuale al 5%.  A fronte dei tagli nelle entrate, il consiglio d'amministrazione ha proceduto anche ad una riduzione delle spese, lavorando su una riformulazione dei premi di laurea. Secondo quanto deciso, infatti, i premi di laurea saranno mantenuti per coloro che otterranno una votazione di 110 e lode nelle lauree triennali come incentivo al proseguimento degli studi, mentre diverranno solo simbolici per le eccellenze nelle lauree magistrali.  Il movimento studentesco Sinistra Per ha rivendicato la delibera sulla riduzione delle tasse, che comunque è stata votata all'unanimità dal consiglio d'amministrazione. E se è vero che l'università ha espresso sensibilità per le difficoltà economiche in cui versano molte famiglie, questa decisione rientra anche nel tentativo di ridurre il gettito fiscale di una cifra variabile tra i 700 mila e il milione di euro. In questo modo l'università cerca di riavvicinarsi alla soglia del 20% sul Fondo del finanziamento ordinario che già quest'anno rischiava di essere superata, assestandosi al 19,80%. Come aveva fatto notare il prorettore per le Politiche di bilancio, Ada Carlesi, tale soglia per la contribuzione studentesca era stata imposta dal Dpr 306/97 per evitare l'aumento indiscriminato delle tasse, mentre oggi - alla luce dei continui tagli - tale limite si è rivoltato contro gli atenei come un boomerang.  Le decisioni dell'ateneo pisano si pongono, infatti, in controtendenza al trend nazionale, che ha visto la maggior parte delle università della penisola imporre nuove fasce di contribuzione, controlli fiscali più serrati e rimodulazioni degli importi da pagare per fronteggiare i tagli del governo.

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