Il Tirreno

Pisa

La maggior parte degli ex studenti del prestigioso istituto lavora nel settore pubblico

Nove su dieci al lavoro in un anno

Un momento del convegno alla Scuola Sant’Anna
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Un momento del convegno alla Scuola Sant’Anna

Sant'Anna: presentato uno studio sugli sbocchi occupazionali

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PISA. Nove su dieci trovano un'occupazione a meno di un anno dal titolo, nella maggior parte dei casi lavorano nell'ambito della ricerca pubblica e guadagnano tra i 1.500 e i 2.500 euro. Sono soddisfatti delle professionalità acquisite, ma vorrebbero avere maggiori possibilità di carriera e più tempo libero. Sono questi i principali risultati dell'analisi sugli sbocchi occupazionali degli ex allievi della Scuola Sant'Anna di Pisa. L'indagine, condotta nell'ambito del programma Fixo, è stata presentata ieri durante un convegno moderato da Antonio Valentini, giornalista del Tirreno. Il campione di riferimento è rappresentato da coloro che hanno conseguito un diploma di allievo ordinario (unitamente alla laurea nell'ateneo pisano) o di allievo perfezionando (in pratica il dottorato) nel decennio compreso tra il 1998 e il 2008. Con 335 contattati (circa l'87,66% dei diplomati e l'87,33% dei perfezionati reperibili), l'indagine rappresenta lo studio più completo mai presentato per capire e quantificare il valore aggiunto della formazione della Scuola nella ricerca di un lavoro. Ma lasciamo la parola ai numeri più significativi dell'analisi: innanzi tutto occorre dire che circa il 90% dei vecchi allievi si riscriverebbe alla Scuola. Gli ex "santannini" si dimostrano eccellenti anche dopo aver posato i libri: l'87% degli ex allievi diplomati ha trovato un primo impiego entro 12 mesi dal conseguimento del titolo (per i perfezionati si sale al 95%) e nel 50% dei casi si tratta di un lavoro stabile. I dati, però, evidenziano una distinzione di genere: a un anno dal titolo solo il 66% delle donne ha già trovato un impiego stabile contro l'80% degli uomini. Quanto alla mobilità lavorativa, circa la metà degli allievi diplomati in Scienze Sociali ha avuto due occupazioni, il 33% solo una e tutti hanno avuto esperienze lavorative. Sia per i diplomati (oltre il 50%) sia per i perfezionati (circa l'80%) l'attività lavorativa è l'occupazione prevalente. I restanti sono ex allievi impegnati in attività di formazione retribuita. Analizzando la situazione dei lavoratori dipendenti (esclusi quelli universitari, che nel caso dei perfezionati rappresentano circa il 60%), il principale settore di occupazione è quello pubblico (43,75%) seguito da quello privato italiano (37,50). Rilevante per i diplomati anche l'impiego all'estero in aziende private, con percentuali che si avvicinano al 30% (nel complesso siamo al 22%). Tuttavia tra gli allievi attuali c'è chi ha ancora poca fiducia nel sistema Italia. Elena, 20 anni, studentessa che sogna la carriera diplomatica, rivela che «è un sogno destinato a restare tale quello di lavorare per il mio Paese, perché purtroppo vanno avanti i raccomandati. Spero che l'Italia nel frattempo conquisti un ruolo nel panorama internazionale migliore di quello che ha adesso, anche premiando la meritocrazia. Se così fosse, la formazione del Sant'Anna è davvero la migliore possibile». Gianni Parrini ALTRO SERVIZIO A PAGINA 3

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