Attenzione
Natura fantastica, tornano le cicogne
Lucia Maffei
Nido sul traliccio a Ospedaletto, forse è la coppia che viene dal 2007
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PISA. Se il loro arrivo coincidesse davvero con un aumento delle nascite, ci sarebbero fiocchi rosa e azzurri su tutti i portoni della Toscana. Le cicogne sono tornate. Anche a Ospedaletto una coppia di adulti con tanto di nido e alcuni piccoli si è installata in questi giorni su un palo della luce nella zona. Il fenomeno non è una novità, e segnala un progressivo riallargamento della zona di nidificazione di questi volatili. Già nel 2005 due piccoli "cicognini" erano venuti alla luce a Fucecchio, sede da allora di nascite regolari. Due anni fa un traliccio dell'Enel di Titignano era diventato la casa di ben cinque pulcini concepiti e allevati da due cicogne che fin dal 2007 frequentavano la zona, tanto da portare l'allora sindaco di Cascina Moreno Franceschini a istituire una "Giornata della cicogna". Altri avamposti della riconquista del territorio toscano da parte delle cicogne si registrano a Bolgheri (dal 2008) e a Monsummano Terme (dal 2009), mentre l'apprendistato al volo di alcuni piccoli appena nati si verifica in questi giorni anche a Prato e in provincia di Lucca. Davvero la natura non smette mai di sorprendere. Frequenti da incontrare occasionalmente nel periodo della migrazione (all'inizio della primavera e in autunno), le cicogne avevano cessato di nidificare in Toscana da prima della Seconda Guerra Mondiale per ragioni di fluttuazione naturale difficili da individuare, probabilmente legate a cambiamenti nell'agricoltura del territorio. Un ruolo importante nel ripopolamento l'hanno senza dubbio avuto gli esemplari allevati in cattività al centro Carapax di Massa Marittima, dato che questa specie di volatili, come buona parte degli uccelli migratori, ha l'abitudine di riprodursi nel luogo di nascita. Le cicogne di Ospedaletto, come tutte quelle avvistate in Toscana, appartengono alla specie "ciconia ciconia" o cicogna bianca, grande trampoliere candido dalle ali bordate di nero, coda nera, becco e gambe rosso cinabro, e dalle carni notoriamente immangiabili. La loro dieta è varia: abili cacciatrici di pesci, salamandre, rane e serpenti di piccole dimensioni, che abbinano occasionalmente a semi e bacche, in mancanza di cibo fresco diventano facilmente uccelli spazzini. Chi frequenta la zona di Ospedaletto ha tutto il tempo per andare a vedere, da lontano e senza disturbare, la nuova famiglia, dato che i piccoli imparano molto lentamente a volare e hanno bisogno di essere accuditi nel nido per più di un mese.
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