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Pisa

Maccioni resta in sella

Titina Maccioni presidente del consiglio comunale
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Titina Maccioni presidente del consiglio comunale

Le consultazioni nel Pd non sbloccano lo stallo legato alla presidente del consiglio

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PISA. Titina Maccioni resta presidente del consiglio comunale. Almeno per ora. Le consultazioni della segreteria Pd sul gruppo in sala delle Baleari non hanno portato a una soluzione con la scelta di un nuovo presidente che «ponesse le condizioni per una maggiore unità del partito e un rafforzamento della maggioranza».  L'assemblea del Pd lunedì sera ne ha preso atto, ma non finisce qui, perché «non si può procrastinare all'infinito la discussione», scandisce il segretario comunale Andrea Ferrante. La frase non va letta come ricerca a tutti i costi di un avvicendamento sullo scranno più alto del consiglio, ma come la volontà di «tornare al confronto programmatico con chi ha avuto atteggiamenti corretti». Traduzione: parliamo della città con alleati e Sel (allargando la coalizione); solo se serve si cambia presidente.  Maccioni ricorda che si era «messa a disposizione, ma l'unità a quanto pare non è stata trovata: la questione è politica, non istituzionale. È partita dal gruppo e deve tornare al gruppo». I 20 consiglieri del Pd hanno infatti chiesto una riunione urgente per affrontarla.  Ma non a tutti è piaciuto il metodo delle consultazioni: porre il nome "blindato" dell'attuale capogruppo Ranieri Del Torto per la presidenza. Questi appartiene alla minoranza del partito e gli esponenti della sua stessa area hanno giudicato la mossa come un modo per togliere loro l'unica figura politica che ricoprono. Lamentano anche che non si siano coinvolte le altre forze politiche. La maggioranza replica che Del Torto non era l'unico nome proposto e che qualcuno si era addirittura autocandidato.  Le opposizioni attendono. Il Pdl aveva lanciato la mozione di sfiducia contro Maccioni a ottobre: «Basta una volta, altrimenti diventa un fatto personale, mentre questa è una guerra interna nel Pd che travolge le istituzioni», commenta il capogruppo Pdl, Giovanni Garzella. Invece, il suo analogo Sel, Carlo Scaramuzzino, registra «un quadro nazionale che va in una direzione»: l'alleanza col Pd. «Non ci interessa questa vicenda, ma abbiamo chiesto una verifica su contenuti e programma». G.C.

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