Il dolore
I "Sacchi di sabbia" a Parigi
Con il Don Giovanni di boccacce e rumori
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PISA. Dopo il successo ottenuto la scorsa primavera ad Istanbul e quest'inverno in molte città italiane, il bizzarro Don Giovanni proposto dalla compagnia pisana dei Sacchi di Sabbia sbarca a Parigi, venerdì e sabato ospite del prestigioso Festival Migration, presso il Thèatre de l'Opprime. Lo spettacolo è un'esecuzione a cappella di una riduzione strumentale del Don Giovanni da parte di una piccola corale. I sei giovani che la compongono non sono però musicisti, ma attori che hanno costruito la loro partitura "recitando" la musica di Mozart, imitando fino allo sfinimento una versione del Don Giovanni eseguita da Karajan nel 1986. Dalla recitazione "del suono", dal tentativo di riprodurre il rumore dello strumento, si arriva ad una pionieristica versione dell'opera di Mozart: una versione "sgrammaticata", senza "rappresentazione", ma che in virtù delle tragicomiche espressioni facciali degli attori e l'ausilio della proiezione del libretto sullo sfondo, riesce ad evocare l'essenza del grande personaggio mozartiano. Salutato dalla critica come una delle rappresentazioni più spiazzanti dell'ultima stagione, questo lavoro si colloca nella scia di una ricerca sul melodramma che nel 2008 ha fatto vincere alla formazione pisana il prestigioso Premio Ubu. Il progetto è firmato da Giovanni Guerrieri, Giulia Solano e Giulia Gallo, con Arianna Benvenuti, Serena Guardone, Giovanni Guerrieri, Maria Pacelli, Matteo Pizzanelli, Federico Polacci, Giulia Solano.
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