Il Tirreno

Pisa

Continua il braccio di ferro fra questura e organizzatori sulle strade scelte per la manifestazione

Canapisa, verso il divieto al corteo in centro

Il corteo antiproibizionista
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Il corteo antiproibizionista

Antiproibizionisti: «Vogliamo piazza San Paolo solo per un dibattito finale»

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 PISA. Un'altra fumata nera, nessuna soluzione condivisa per Canapisa al termine dell'incontro di ieri in questura tra polizia e organizzatori. Nonostante i precedenti contatti e i tentativi di dissuasione a voler insistere per un corteo che attraversi le strade del centro, le associazioni antiproibizioniste organizzatrici del corteo hanno ribadito la volontà di concentrarsi in piazza Sant'Antonio e concludere la manifestazione in piazza San Paolo a Ripa d'Arno, passando da lungarno Sonnino. Ieri, accompagnati da alcuni esponenti delle forze dell'estrema sinistra cittadina, hanno formalizzato la richiesta di autorizzazione. Al momento, insomma, la questura ha soltanto una richiesta di svolgimento dell'11ª Canapisa con un percorso che appunto percorre il centro, ma è prevedibile che venga respinta formalmente nelle prossime ore e che quindi non sia autorizzata alcuna manifestazione.  Oltre alla contrarietà diffusa tra le forze politiche, alla presa di posizione del sottosegretario Giovanardi e al suggerimento, fatto già un anno fa dal Comune, di evitare il centro, quest'anno si ritiene che sia incompatibile far concludere la manifestazione in piazza San Paolo a Ripa d'Arno anche per il concomitante svolgimento del Pisa Folk Festival alla Cittadella.  Se non interverranno novità - e cioè se da parte di Canapisa non verranno presi in considerazione i percorsi alternativi su cui sarebbe possibile un'autorizzazione della questura, che comunque ha ribadito l'intenzione di non voler impedire la manifestazione - gli scenari possibili di sabato potrebbero rivelarsi piuttosto preoccupanti. Si rischia, infatti, una situazione pericolosa, in cui qualche migliaio di simpatizzanti di Canapisa, provenienti da tutta Italia e oltre, non potranno né concentrarsi, né sfilare. E se lo facessero, le forze dell'ordine avrebbero l'obbligo di disperdere il corteo con la forza.  «Abbiamo rinunciato al concerto - osserva Marco Marche, della Lega antiproibizionista - e abbiamo diminuito i carri della Street Parade, ma abbiamo chiesto la piazza solo per un dibattito finale. La questura sottopone questa scelta al rilascio dell'eventuale autorizzazione di occupazione di suolo pubblico da parte del Comune. Vedremo. Noi aspettiamo circa ottomila persone e sappiamo che sono stati organizzati pullman da altre regioni».  Ecco il percorso chiesto: piazza S. Antonio, viale Bonaini, piazza Guerrazzi, rientro in S. Antonio attraverso via Croce, via Crispi, lungarno Sonnino, San Paolo a Ripa d'Arno.

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