Il Tirreno

Pisa

Sancito il divorzio tra l'ateneo e l'Imt

Ilaria Bonuccelli
Sancito il divorzio tra l'ateneo e l'Imt

Il rettore Augello: l'istituto lucchese non ci ha mai coinvolto nella didattica

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PISA. Non è mai stata siglata una convenzione sulla didattica o sulla ricerca. L'università di Pisa non è mai stata coinvolta nella programmazione. E, oltretutto, senza alcun preavviso, è stata anche estromessa dal consiglio direttivo. Sono queste le ragioni che hanno spinto il Senato accademico pisano a deliberare di uscire da Imt, la scuola lucchese di Alti studi. Questa scelta, però - precisa il rettore, Massimo Augello - non prelude a un disimpegno dell'università di Pisa in Lucchesia. Anzi. Resta la collaborazione con Campus, l'università del turismo, e verranno sviluppate collaborazioni per la ricerca nel cartario e nella farmaceutica.  Professor Augello, è definitiva la scelta dell'università di Pisa di uscire da Imt? «Da qualche mese, abbiamo avviato una riflessione che investe tutte le nostre collaborazioni, da La Spezia a Livorno, Lucca compresa. In presenza di tagli di trasferimenti, di problemi di organico c'è necessità di razionalizzare al massimo le risorse. Quindi abbiamo iniziato questa revisione e non è escluso che dovremo prendere altre decisioni dolorose, del tipo di quella deliberata per Imt».  La razionalizzazione delle risorse è l'unica ragione alla base di questa scelta? «In una fase di avviamento della scuola di alti studi, poteva anche avere un senso che Imt si appoggiasse a un ateneo prestigioso come quello pisano. E nello statuto sottolineava che l'università di Pisa avrebbe avuto un ruolo importante nell'attività della scuola. Questa collaborazione avrebbe dovuto essere definita con apposite convenzioni che non sono mai state siglate».  Perché? «Perché Imt non ce le ha mai proposte. Evidentemente non ha mai sentito il bisogno di stipulare convenzioni con l'università di Pisa. Infatti, l'unico atto siglato è una convenzione di natura amministrativa e di supporto tecnico alle biblioteche e ad altri servizi. Di fatto, siamo in presenza di una collaborazione monca». I docenti dell'università di Pisa, però, insegnano a Imt. «In realtà, si tratta di una collaborazione limitata a poche persone. Comunque, potrà continuare a titolo personale, dietro nulla osta dell'università, come prevede la legge per tutte le persone che hanno un contratto con un ente o un'azienda. Dietro autorizzazione potranno tenere lezioni, visto che Imt non ha un proprio organico docente, ma, come già detto, i nostri professori e l'ateneo non sono mai stati coinvolti nella programmazione didattica».  Saranno possibili nuove collaborazioni? «A mio avviso non ci sono le basi. Abbiamo anche giudicato singolare che, senza alcuna comunicazione preventiva, Imt abbia deciso di togliere il rappresentante dell'università di Pisa: evidentemente anche per questa scuola la collaborazione con noi non era così strategica».  Dopo questa scelta, quali saranno i rapporti fra l'università di Pisa e Lucca? «Continuerà a essere proficui come lo sono stati finora, sia sul piano della formazione che su quello della ricerca e del trasferimento tecnologico. Intanto, prosegue il rapporto con Campus con il quale gestiamo due corsi di laurea, grazie a convenzioni strutturate che regolamentano la partecipazione dell'università di Pisa all'attività didattica e di ricerca. Inoltre, siamo impegnati in progetti di ricerca in settori chiave del territorio: il cartario e la farmaceutica».  Quindi, i rapporti fra Pisa e Lucca sono buoni? «Direi che abbiamo rapporti ottimi con il sindaco, il professor Mauro Favilla, e con il presidente della Provincia, Stefano Baccelli. Questo ci consentirà di portare avanti la collaborazione per organizzare le "Summer school", le scuole estive che da 7-8 anni si tengono in Lucchesia».

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