Il Tirreno

Pisa

Il ministro inaugura la "nuova" Torre

Il ministro alle Infrastrutture Altero Matteoli
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Il ministro alle Infrastrutture Altero Matteoli

Il sindaco: un grande lavoro, premieremo la direttrice Gisella Capponi

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PISA. È stato il ministro alle Infrastrutture Altero Matteoli a tagliare il nastro, ieri poco prima di mezzogiorno, sotto il celebre monumento, alla Torre Pendente interamente ristrutturata dopo un lavoro ultradecennale e che è costato, in due tranche allo Stato, investimenti prima per 50 miliardi di vecchie lire per il consolidamento strutturale.  Poi altri 6 milioni di euro sono stati spesi per la pulizia delle superfici lapidee. Il ministro ha voluto anche sottolineare di «essere stato colpito da quante specializzazioni hanno lavorato per realizzare questa meraviglia». In effetti, il lavoro decennale del restauro, vista la pendenza della torre, la statica del tutto speciale che ha fatto del campanile pisano un'icona, hanno costituito dei vincoli imprescindibili per la definizione dei ponteggi e di tutte le opere provvisionali necessarie a consentire alla squadra di restauratori di operare in assoluta sicurezza, garantendo al tempo stesso di raggiungere tutti gli elementi architettonici e decorativi, compresi quelli in aggetto, su cui spesso si concentravano i fenomeni di degrado. «Quindi - ha detto il presidente della Primaziale Pacini - un compito delicato difficile. E anche sulle opere provvisionali è stato necessario sperimentare: sono stati ideati i due ponteggi circolari che hanno cinto, negli anni, i diversi ordini della torre, l'uno per operare all'interno dei loggiati e l'altro per raggiungere i capitelli decorati, gli spessori delle arcate tra una colonna e l'altra, le cornici marcapiano e, in definitiva di tutte quegli elementi posti "in aggetto" rispetto al "cilindro" del campanile. Ogni "spostamento" da un anello all'altro è stata un'operazione, spesso condotta a tempo di record, dalla rodata squadra di operai specializzati in restauri edili in altezza, cha hanno agito in quota e senza l'ausilio di piattaforme aeree. Con cinture e funi di sicurezza hanno condotto a compimento ogni operazione di smontaggio e ricollocazione dei moduli componibili di un ponteggio ideato appositamente per un caso esemplare come il campanile pisano».  «È una visione spettacolare», ha detto il sindaco alzando lo sguardo verso la sommità della Torre. «Il restauro - ha aggiunto - ha ridato pieno splendore al monumento. Dopo l'eccezionale opera ingegneristica del consolidamento statico, oggi salutiamo un altro intervento di altissimo livello culturale e scientifico, che farà scuola. Ringrazio di cuore l'architetta Gisella Capponi, direttrice dell'Istituto Superiore per il Restauro, che ha coordinato con successo un'operazione così complessa e delicata. Pisa le darà un segno della propria riconoscenza».

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