Sicurezza
Caccia al posto, in tanti rinunciano
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L’interno di un centro per l’impiegoIn un anno si sono dimezzate le prime iscrizioni ai centro per l'impiego
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PISA. Scoraggiati, delusi. È questa l'ultima fotografia del rapporto tra giovani e mondo del lavoro. Tanto che in molti nemmeno vanno più alla ricerca di un'occupazione. La più recente indagine in questo senso è stata curata dal centro studi Datagiovani per Il Sole 24 Ore. Risultato? Un esercito di mezzo milione di under 35 senza un impiego da oltre un anno. In assoluto è proprio la Toscana la regione dagli indici più preoccupanti, soprattutto per il forte incremento della percentuale di giovani dai 15 ai 24 anni disoccupati da lungo tempo, passata dal 16% del 2007 al 41,6% del 2010. La realtà pisana va di conseguenza. Sui 38.783 iscritti ai Centri per l'impiego, il 36,97% sono giovani tra i 15 ed i 34 anni. La fascia d'età prevalente è quella 26-34 (66,4%). Le donne sono in maggioranza netta: 8.425 contro 5.913 uomini. Un altro rilievo che certo non favorisce l'ottimismo è quello delle assunzioni: nello scorso anno quelle a tempo determinato sono state oltre 13mila su circa 17mila giovani assunti. Il bombardamento di numeri nella medesima direzione è notevole. Il Censis, ad esempio, descrive i giovani italiani (nell'11,2% dei casi) «non interessati a lavorare o studiare», e primi in Europa per "inattività volontaria". È però il senso di sfiducia che colpisce. In un anno si è dimezzato il numero di giovani che si sono rivolti per la prima volta ai Centri per l'impiego della provincia di Pisa. Eppure si era in piena crisi economica. Nel 2009 erano stati 3.101, con prevalenza della fascia 26-34 anni. Lo scorso anno invece i primi accessi si sono fermati a quota 1.523, con fascia prevalente 15-19 anni arrivata a toccare il 79%. In pratica, è come se tantissimi giovani intorno ai 30 anni avessero smesso di andare ai Centri. E anche in questo caso le donne (850) superano gli uomini (673). «È vero, ci sono più giovani inattivi nella ricerca di lavoro, come effetto di uno scoraggiamento diffuso a fronte della crisi e delle difficoltà nel trovare un impiego in linea con le proprie aspettative», conferma l'assessore provinciale alle politiche del lavoro Anna Romei. Tra l'altro «la mancanza di prospettive incide molto sugli stili di vita: se non si ha davanti un progetto, si finisce per vivere alla giornata, accrescere la tendenza ad accontentarsi, ricercare i diversivi più sbagliati. Non è un caso l'emersione di nuove dipendenze, anche per i giovanissimi, a cominciare dall'abuso di alcool e di giochi via internet». C'è anche da tener conto che, quando si guardano i dati dei Centri per l'impiego, bisogna pensare a cifre più alte non essendoci l'obbligo di iscrizione. «Il quadro attuale del mercato del lavoro, sebbene in maniera lentissima - conclude Anna Romei - fa registrare movimenti. La situazione è migliore rispetto a quella dell'anno scorso, ma siamo lontani dalla ripresa».
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