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La Torre Pendente, un modellodi conservazione - le foto

La Torre Pendente, un modellodi conservazione - le foto

I responsabili delle cattedrali europee al Duomo per seguirne l'esempio. È giunto ormai a termine il restauro delle superfici lapidee del campanile pisano, un intervento esemplare sotto il profilo della moderna metodologia e dell'organizzazione del cantiere.

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PISA. È giunto ormai a termine il restauro delle superfici lapidee del campanile pisano, un intervento esemplare sotto il profilo della moderna metodologia e dell'organizzazione del cantiere.
Nel suo intervento al convegno promosso dalla Primaziale, il presidente dell'Opera Pisana, Pierfrancesco Pacini, ha voluto sottolineare l'importanza di una tavolo di lavoro comune ed esteso a più realtà possibili: il convegno di ieri si concluderà oggi e vede impegnati direttori e curatori di cattedrali tra le più importanti d'Europa.
«Ciascuno degli enti chiamati a gestire questi beni monumentali di inestimabile valore - ha detto Pacini - deve partire dal principio, ormai consolidato, della conservazione programmata secondo il quale "prevenire è meglio che curare". Questa è la strategia, per la gestione del patrimonio architettonico, tendente alla previsione dei danni, da attuarsi tramite lo studio e l'analisi dei manufatti, la programmazione dei controlli, degli interventi e degli adeguamenti eseguiti secondo la logica del minimo intervento, cioè limitandosi ad una pratica conservativa e non sostitutiva».
La conservazione programmata consiste quindi in un sistema di pratiche preventive così da rimandare, e se fosse possibile evitare, la necessità di restauri siano essi episodici o ciclicamente ripetuti.
«Ciò può realizzarsi - ha detto Pacini - nel caso delle grandi Cattedrali europee, a mio avviso, solo attraverso una programmazione del lavoro e ad un preciso modello gestionale. Per esempio l'Opera della Primaziale Pisana che gestisce il complesso monumentale della Piazza del Duomo di Pisa, ha da tempo sviluppato un processo organizzativo che vede oggi un organigramma composto da 87 dipendenti (altri 40 sono a tempo determinato per coperture di tipo stagionale) suddivisi in due grandi aree (oltre a quella dedicata ai servizi di culto). Il tutto messo a disposizione per l'obiettivo di conservare e custodire il complesso monumentale cercando di arrivare ad una conservazione programmata di tutto il complesso monumentale».
La due-giorni pisana rappresenta un confronto europeo, il cui obiettivo è di creare una rete di collegamenti per abbracciare insieme le difficoltà di gestione, per permettere la conservazione dei patrimoni da gestire.

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