Sicurezza
Gli esperti avvertono: 5 milioni i fans dellenogastronomia
Cibo e vino, ora il turista va a caccia della qualità
Daniela Salvestroni
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Donatella Cinelli Colombini al convegno 2 MINUTI DI LETTURA
PISA. In Italia i turisti enogastronomici sono circa 5 milioni e il fenomeno è in aumento del 5% l'anno su scala mondiale. Il viaggiatore tipo è in prevalenza maschio,anche se le donne sono in aumento, tra i 45 e i 64 anni di età, e risiede nel nord del paese. E' un turista molto attento al rapporto qualità prezzo, ma nell'82% dei casi è disposto a spendere di più per prodotti di qualità. In media spende 180 euro al giorno tra acquisti di prodotti tipici e ristoranti. L'identikit è emerso alla tavola rotonda che si è svolta ieri alla Scuola superiore Sant'Anna sul tema "Il turismo del cibo e del vino". "Il fenomeno - spiega la prof.ssa Maria Francesca Romano - è in espansione e il ruolo di internet è in aumento: il viaggiatore indipendente si documenta e vino e cibo fanno da volano al turismo, dando vita alla categoria dei "foodies", i viaggiatori che amano la qualità del cibo e vogliono saperne di più. La quantificazione dei turisti in Italia è molto complicata. Le presenze di stranieri sono stimate in 312 milioni nel 2010 dall'indagine Doxa, ma secondo l'Istat i turisti stranieri ospitati nelle strutture ricettive sono la metà (163 milioni) e quindi non si sa quanti siano quelli del cibo e del vino». Emergono però le tendenze. «Il turista enogastronomico - dichiara il vice presidente di Enoteca italiana Donatella Cinelli Colombini - è in prevalenza di sesso maschile, ma le donne non sono più soltanto al seguito del marito e hanno acquisito un ruolo propulsore. Il consumo femminile ha inciso anche nella suddivisione del vino sugli scaffali dei supermercati, nell'estetica delle etichette sulle bottiglie e nell'aumento delle vendite dei vini rosati». Il problema è la comunicazione. «Da noi - afferma il giornalista enogastronomico Stefano Bonilli - l'uso di internet è in grande ritardo». Un parere condiviso dal direttore editoriale Slow food Marco Bolasco.
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