Il dolore
Vacanze da incubo: risarciti
Antonio Scuglia
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VACANZE. Una spiaggia di Malindi (Kenya)Il giudice di pace riconosce il danno esistenziale per lo stress
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PISA. Vacanze rovinate? A volte il giudice di pace può metterci una pezza. Quantomeno sul piano economico. Gli ultimi casi segnalati a Pisa riguardano due sentenze del giudice Mario Casella. La prima è stata appena depositata in cancelleria (374/2011): un cascinese, difeso dall'avvocato Panarello e domiciliato presso l'avvocato Segnino, ha citato due tour operator e un'agenzia di viaggi chiedendo oltre 2 mila euro fra restituzione della somma pagata e danno da vacanza rovinata. Recatosi in Sicilia nell'agosto 2008, fu costretto a tornare a Pisa addirittura il giorno dopo. La famiglia, compreso un figlio in tenera età, dovette attendere un'ora nell'atrio dell'albergo per la rottura della serratura della stanza destinata, per poi constatare la mancanza dell'aria condizionata e dell'indispensabile frigo bar. Accolta in toto la richiesta del pisano (2.247 euro di risarcimento), oltre alle spese legali: 1800 euro che tour operator e agenzia di viaggi dovranno pagare all'avvocato del cliente. Contro la sentenza è già stato preannunciato appello. L'altra sentenza (3651/09) riguarda una vacanza esotica ma... molto sofferta. Sfortunati protagonisti una coppia di pisani, difesi in giudizio dall'avvocato Bilotti, che hanno citato un tour operator e un'agenzia di viaggi in seguito ad una brutta vacanza in Kenia. Il pacchetto turistico comprato dai due prevedeva un soggiorno di una settimana, nel dicembre 2007, a Malindi. La partenza, prevista da Fiumicino, fu spostata a Milano Malpensa (con scalo a Roma. E invece del 21 dicembre, avvenne il 22: i due pisani lamentavano «assoluta disimformazione sui motivi del ritardo e soprattutto mancanza di assistenza, tanto da essere trasferiti presso un albergo solo alle 2 di notte, per poi essere"ripresi" alle 12 del giorno seguente e, dopo ulteriore attesa di tre ore, imbarcati sull'aereo». Finalmente in Kenia, dopo due giorni ecco il carico da undici sulle loro speranze di una vacanza serena: nell'albergo prescelto scoppiava un incendio per cui, si legge in sentenza, «gli ospiti, con non poco disagio e danni materiali, venivano trasferiti in altra struttura lontana 20 km» e più modesta. Inutile il tentativo di una soluzione extragiudiziale, i due alla fine si sono rivolti al giudice. Che ha dato loro ragione condannando tour operator e agenzia di viaggio a risarcire in tutto 1400 euro, più 1800 euro per l'avvocato.
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